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30 Nov
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Intervista all'autore - Fabio Iannarelli

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Sono venuto al mondo a Roma 62 anni or sono ed ho avuto la fortuna di nascere in una famiglia benestante dove la cultura ha sempre riempito le nostre giornate, mio padre era ingegnere ma prima era concertista suonando il pianoforte. Poi decise di proseguire la carriera tecnica lasciando quella musicale, ma la musica in particolare ha permeato la nostra vita. Il libro è sempre stato parte integrante della nostra e mia vita soprattutto dopo l'adolescenza. Spesso finivo la lettura di un testo per passare a quello successivo ma a volte poi ritornavo a quello già letto per rileggerlo e mi accorgevo che usciva sempre qualcosa di nuovo... l'idea di scrivere ha sempre fatto parte dei miei "sogni nel cassetto" tanto che qualche anno fa iniziai la stesura di un testo che poi abbandonai...
 
2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
La sera senza dubbio per via del fatto che durante il giorno l'attività lavorativa me ne impedisce l'organizzazione, a volte però durante il giorno quando mi viene in mente un'idea che può essere utile alla stesura del romanzo la trascrivo subito...
 
3. Il suo autore contemporaneo preferito?
In verità non ce n'è uno in particolare, ne posso citare alcuni che spaziano dal romanzo alla saggistica, dal giallo alla spy story come Camilleri, Baricco, Faletti...
 
4. Perché è nata la sua opera?
Mi piaceva poter narrare una storia in favore di papa Francesco, anche se ho scelto un altro periodo, e della applicazione dei concetti del Concilio Vaticano II che, nonostante i quasi 60 anni passati, ancora non è compiuta.
Ma poi anche scrivere contro la globalizzazione, che ci sta mangiando, e siccome gli alfieri di questo stile di vita sono gli Usa ecco che mi è sembrata una buona occasione per metterli in cattiva luce....
 
5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Devo dire tantissimo! Devo ringraziare la mia famiglia che mi ha permesso di poter seguire i miei interessi anche quando non erano da loro condivisi. Poi anche il contesto sociale nel quale sono cresciuto che dava molta importanza alla cultura e alla lettura, a differenza di quel che invece avviene oggi nel mondo, tutto preso dai social e dall'effimero.
 
6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Entrambi. Quando scrivo mi allontano dai problemi quotidiani poiché entro in un altro mondo! una cosa simile mi capita anche quando pratico la corsa, ora solo come allenamento senza più l'impegno agonistico, non penso ad altro che a correre... Tornando alla scrittura naturalmente, come ho riportato nel precedente form, è un modo per descrivere la realtà almeno come la percepisco io...
 
7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
C'è il riferimento alla spiritualità benedettina che cerco di seguire non a caso proprio nel monastero di Farfa.
 
8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?
C'è un mio caro amico scrittore, Andrea Foschini, che mi ha aiutato a fare chiarezza su alcuni passaggi.
 
9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
Al mio amico scrittore Andrea.
 
10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Bella domanda! Anch'io ho acquistato un lettore di ebook e qualche libro l'ho letto con questo sistema ma devo poi dire onestamente che il libro cartaceo per me è il preferito.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
È interessante per diversi motivi, tralascio quello ovvio dell'aiuto per i non vedenti, e penso che potrebbe essere un buon sistema per chi non ha mai tempo per leggere un libro, solo credo che così però il contenuto del libro non venga assimilato come invece capita con la lettura diretta sia in carta che con ebook... poi molto dipende da qual è l'argomento dell'audiolibro...
 

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Venerdì, 30 Novembre 2018 | di @BookSprint Edizioni

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