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BookSprint Edizioni Blog

22 Ott
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Intervista all'autore - Gian Luca Azzalin

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Sono nato e cresciuto a Lomello, un piccolo paese della bassa padana che dà il nome anche al territorio circostante costituito, per lo più, da un infinito susseguirsi di risaie: la Lomellina.
Una terra fertile e generosa che in inverno è avvolta dalla nebbia che ti entra sin dentro le ossa, mentre in estate è tormentata dal sole e dalle zanzare.
È la mia terra e la amo.
Questo piccolo paese è stato, soprattutto in epoca longobarda, testimone di eventi importanti che non sto qui a raccontare: cercando nel web ognuno potrà attingere notizie molto dettagliate.
La grande basilica di Santa Maria Maggiore, che sorge al centro del paese, è stata sin dalla mia adolescenza, una presenza quotidiana e costante.
Chiamata "la chiesa del diavolo" ha sempre scatenato la mia fantasia di ragazzo sino a diventare l'oggetto della mia tesi di laurea, nel romanzo è descritta così come è nella realtà: sfido il lettore a riconoscerla durante la lettura.
Ho frequentato il Liceo Classico a Pavia e in seguito mi sono iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di quella città ma dopo un anno ho lasciato perdere gli studi ritenendo quella materia troppo arida e sterile.
Ho ripreso gli studi universitari a Roma alla Pontificia Università Gregoriana dove ho conseguito la "Licentia Docendi" in Storia con la specializzazione in Storia medievale.
In seguito ho insegnato a Siena, dove vivo tutt'ora, e a Firenze.
In realtà non ho mai pensato di diventare scrittore, ma l'occasione mi è stata fornita dalla bellezza della basilica del mio paese.
Ero ritornato per qualche giorno di riposo a Lomello.
Un pomeriggio mi ero recato, come spesso facevo, alla basilica e vi ero entrato sprofondando su una panca.
Mentre stavo ammirando la bellezza di quel luogo antico e misterioso, quasi per gioco ho cominciato a fantasticare: da quel pomeriggio assolato e silenzioso nasce e si sviluppa il mio romanzo.
 
2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
I miei amici sanno che sono un "animale notturno": scrivo durante la notte, con il silenzio della notte e con la sua complicità.
Spesso il verso di un uccello notturno, il rumore del vento, un suono lontano o dei passi hanno ispirato alcune pagine del romanzo: sono grato alla notte e ai suoi segreti.
 
3. Il suo autore contemporaneo preferito?
Leggo molto e apprezzo tantissimi autori, ma Gleen Cooper è stato fondamentale per quanto riguarda lo svolgersi della trama del mio romanzo.
La storia si snoda in capitoli che sono alternativamente ambientati o ai giorni nostri oppure nel Medioevo: questo stile l'ho imparato da lui.
 
4. Perché è nata la sua opera?
Essenzialmente, come dicevo poco fa è nata per gioco, poi per sfida con me stesso e con le mia capacità, in seguito mi sono reso conto che scrivere mi piaceva davvero: la passione e la fantasia hanno fatto il resto…
 
5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Chi mi conosce di persona sa che non passa giorno che io non ringrazi il cielo per aver potuto frequentare il liceo classico che, oltre a fornirmi le basi per l'ampliamento della cultura personale, mi ha preso nell'anima, un metodo di studio che mi ha accompagnato per tutta la vita.
Gli anni dei miei studi universitari a Roma sono stati fondamentali per un affinamento ulteriore del mio approccio verso lo studio, la cultura e il confronto con la realtà.
 
6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Scrivere, per quanto mi riguarda, è trasformare la realtà in ciò che mi piacerebbe accadesse.
La vita non va, quasi mai, come vorremmo e questo provoca in ciascuno di noi un senso di sbattimento, rabbia e anche speranza.
Scrivendo tento di aggrapparmi alla speranza tentando di convincerla a stare dalla mia parte...
 
7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Jessica Fletcher, in una puntata della nota serie televisiva, ha detto che il primo romanzo di uno scrittore è quasi sempre autobiografico.
Cito lei per non prendermi troppo sul serio, tuttavia, qualcosa di autobiografico nel romanzo c'è e non spetta a me svelarlo...
 
8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?
Come tutti quelli che s'improvvisano scrittori ho fatto riferimento a persone a me molto care per avere consigli e pareri.
Conoscendo la loro imparzialità mi sono sottoposto volentieri al loro giudizio che è stato fondamentale per arrivare alla stesura finale.
 
9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
Alle persone a cui ho fatto riferimento ora.
 
10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
No.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Sono convinto che il suono e l'odore delle pagine di un libro non abbiano eguali: le emozioni che suscita il voltare una pagina di un libro non possono essere riprodotte da nessun "libro" alternativo...
 
 

 

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Lunedì, 22 Ottobre 2018 | di @BookSprint Edizioni

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