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BookSprint Edizioni Blog

20 Set
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Intervista all'autore - Vincenzo Aliotta

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto?
Sono nato e vissuto a Roma. Cresciuto? Spero di continuare a crescere, perché, come si dice, fino alla bara s'impara.
 
2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?
Assolutamente il mio. Ma se proprio dovessi suggerire un autore indicherei David Icke che ritengo un Maestro della divulgazione specialmente per i contenuti. Grazie ai suoi libri ho potuto rivedere tutte le informazioni e le nozioni in mio possesso sotto un'altra luce, sotto un'altra chiave di lettura e vi assicuro che se lo farete anche voi il mondo, la sua storia e il suo presente vi lasceranno a bocca aperta.
 
3. Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ e-book?
Bella domanda. Personalmente propendo per il cartaceo, il libro ha una sua magia proprio in quanto tale, l'e-book mi dà più la percezione di una falsa soluzione per coloro che hanno poco tempo per andare in libreria.
 
4. La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?
Entrambe le cose; il desiderio di scrivere è come un fiume in piena che non puoi trattenere e che io paragonerei alla passione ma in qualche modo questa energia, questa forza incontenibile va canalizzata per rendere il tutto nel modo più opportuno e congeniale.
 
5. Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?
La passione innanzitutto per la scrittura; poi le insistenze di molte persone a me vicine che conoscendo alcuni dei contenuti e il mio stile narratorio mi hanno spinto a mettere tutto nero su bianco.
 
6. Quale messaggio vuole inviare al lettore?
Non c'è solo un messaggio nel libro, però quello fondamentale è l'ottimismo e la positività a prescindere, comunque, qualsiasi cosa succeda. La storia e i fatti riportati sono assolutamente autentici e reali e testimoniano quanto sia vero quel che ho appena detto. Siate positivi, siate ottimisti e, soprattutto, nella vita mai dire mai.
 
7. La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccolo o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?
Per niente. Avevo talmente tanti sogni nel cassetto che li ho dovuti spostare nell'armadio. Non mi piaceva scrivere, da piccolo copiavo sempre, anche le lettere per Babbo Natale, poi qualcosa - anzi molto- è cambiato ed è nato Zie & Zioni. Come ho detto prima, mai dire mai.
 
8. C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?
No, non c'è un episodio particolare ma ricordo con piacere la naturale energia che straripava nello scrivere. É un qualcosa di unico e speciale, irraccontabile e non facile da spiegare proprio come la sensazione che si prova nel diventare genitori.
 
9. Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?
Ad essere sinceri sì, ma non si è trattato di sconforto o scoraggiamento dovuti ad una stitichezza mentale, tutt'altro. Più scrivevo più mi accorgevo che c'era da scrivere, più raccontavo più mi accorgevo che c'era da raccontare: pensavo che avrei proseguito all'infinito per cui ad un tratto ho deciso di chiuderlo. Ripromettendomi che le parti omesse (quelle legalmente e moralmente irraccontabili) saranno la spina dorsale di Zie & Zioni 2.
 
10. Il suo autore del passato preferito?
Nel mondo tutto si è evoluto, letteratura inclusa, ma credo (senza voler far torto a nessuno) ci sia un autore che ha fatto "surf" sul tempo ed è il "sempreverde" Luigi Pirandello.
Ma il Libro per eccellenza resta e resterà la Bibbia specialmente nella versione di Zacharia Sitchin.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
La risposta è "Dipende". La voce dello speaker, il tono con cui essa è modulata possono esaltare o, viceversa, rovinare il testo di un libro. É come il doppiaggio di un film che può fare il bello o il cattivo tempo, per cui l'unica cosa certa per gustarlo è leggerselo per proprio conto.

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Giovedì, 20 Settembre 2018 | di @BookSprint Edizioni

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