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BookSprint Edizioni Blog

03 Set
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Intervista all'autore - Wendy Fasko

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nata e cresciuta?
Sono nata a Chieti, in Abruzzo; all'età di tre anni mi sono trasferita a Rimini, con i miei genitori.
La mia vita, dall'anno scorso, è un'avventura tra Rimini - dove appunto vivo - e la magica Bologna, dove attualmente studio Lettere Moderne.
 
2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?
Domanda interessante.
Nella mia adolescenza ho letto una miriade di libri - vizio che mi porto dietro da una vita, ormai - e devo essere sincera: i classici mi hanno sempre appassionata.
Potrei proporre due libri - che penso siano un must per degli adolescenti - ovvero: "Il giovane Holden" di Salinger e "Il buio oltre la siepe" di Harper Lee.
Entrambi due romanzi formativi - sotto punti di vista differenti - ma entrambi talmente odierni che quasi spaventa il fatto che, nonostante siano stati scritti nella seconda metà del '900, rappresentino una così forte attualità.
 
3. Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ eBook?
Io sono una grande amante dei libri cartacei: l'emozione di accarezzare la carta, le parole, l'inchiostro con i polpastrelli, è talmente tanta che mi sembra di accarezzare l'anima dell'autore.
Purtroppo - in questo contesto - la tecnologia sta prendendo il sopravvento, si sta affermando sempre di più.
É giusto (da un certo punto di vista), ma caratterizza - in alcuni casi - una perdita quasi irreversibile della tradizione.
Ammettiamolo: un libro in versione digitale non emozionerà mai quanto un libro cartaceo.
 
4. La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?
Questo dipende da persona a persona.
La scrittura è per me ESSENZIALE: scrivo da sempre, nemmeno ricordo il giorno preciso in cui ho preso in mano una penna e ho iniziato a scrivere, ma è così da sempre, sarà così per sempre.
La scrittura annichilisce il nichilismo: annulla il vuoto, perpetua l'amore.
Scrivere è quindi amore, un amore così grande che non conosce spazio, non conosce tempo, ma che è nato dai più remoti dei nostri sentimenti.
 
5. Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?
Semplicemente?
Avevo bisogno di leggere qualcosa di nuovo, sentivo la necessità di trovare un libro che avesse determinate caratteristiche.
Mi sono poi detta: "Se non esiste, perché non scriverlo?"
 
6. Quale messaggio vuole inviare al lettore?
Vorrei inviare al lettore un messaggio di speranza nella letteratura, un messaggio di speranza anche dal punto di vista umano: del fatto che non bisogna mai arrendersi alle proprie debolezze, alle proprie paure.
 
7. La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccolo o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?
Ho sempre scritto, dalla più tenera età: non avevo mai pensato di poter arrivare a questo punto, di poter rendere concreti sentimenti astratti con così tanta facilità, con così tanto amore.
 
8. C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?
Ogni attimo che ho vissuto scrivendo questo romanzo è stato memorabile.
 
9. Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?
No, onestamente non ci ho mai pensato: una volta iniziato a scriverlo non ho più smesso; ogni giorno avevo idee nuove, non mi sono mai arresa.
Esattamente come leggere un libro: non ci rinuncio mai! (a meno che non si tratti di un manuale di fisica quantistica.)
 
10. Il suo autore del passato preferito?
Difficile, un po' chiedere se si vuole più bene a mamma o a papà...
Ne ho diversi, e la lista non si concluderebbe senza averne citati almeno una ventina, se non di più.
Ne cito alcuni, per non rimanere senza nomi: Carlo Emilio Gadda - purtroppo molto sottovalutato -, Cesare Pavese - anche lui poco letto e poco capito -, James Joyce (la sua arte di narrare è sublime) e cito anche Dostoevskij.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Penso sia un ottimo strumento per i non vedenti: li avvicina alla lettura attraverso l'apparato acustico.
D'altronde sono dell'opinione che siano in molti ad utilizzare questo strumento - parlo a livello di impatto sociale: la tecnologia si afferma anche sulle più tradizionali delle arti.
 
 
 
 
 

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1 COMMENTO

  • Link al commento Manuela inviato da Manuela

    Bravissima Wendyyyyy!
    Siamo tutti molto orgogliosi di te.
    Ti voglio bene

    Venerdì, 17 Maggio 2019 18:46

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