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BookSprint Edizioni Blog

07 Ago
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Intervista all'autore - Fabrizio Borghi

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto?
Sono nato a Firenze il 27 settembre nel 1992, dove ho trascorso un’infanzia tranquilla. Alla tenera età di 5 anni ho vissuto un tragico evento: la morte prematura di mio padre, questa mi segnò profondamente. Dalla mia famiglia paterna, ho ereditato alcune doti artistiche tra cui la passione per il teatro, e difatti, nel 2009, dopo aver assistito ad una meravigliosa interpretazione teatrale di Sofocle: "Edipo re", inizio a frequentare corsi sia umanistici che classici.
Fin da piccolo mi è sempre piaciuto viaggiare insieme alla mia famiglia, organizzando viaggi per conoscere nuove culture.
Nel 2010 partecipai al progetto di Disabilità e Competenze con successiva qualifica di "Addetto alla Grafica ed Elaborazione delle Immagini" rilasciata nel 2014.
A luglio del 2012 mi diplomai in lingue straniere presso l'I.S.I.S Gobetti Volta di Firenze, ma sfortunatamente a settembre dello stesso anno fui vittima di un grave incidente stradale e rimasi così ricoverato in ospedale per tre mesi. Esattamente l'anno dopo cominciai a partecipare alle attività promosse dall’associazione Ass.C.A di Firenze, che sostiene le persone affette da gravi cerebro-lesioni acquisite.
 
2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?
Ad un adolescente, consiglierei due romanzi: “Il cacciatore di aquiloni” di Khaled Hossein e “I due fratelli”. Il primo è un romanzo ambientato in tre diversi stati: America; Pakistan e Afghanistan. Racconta di due adolescenti di etnie diverse. A Kabul questi migliori e inseparabili amici amano giocare a un evento del quartiere: la caccia agli aquiloni. Dopo lo scoppio guerra in Afghanistan, uno dei due è costretto all'espatrio con il padre verso una nuova vita, cresce e riesce a fidanzarsi con la figlia dell'ex-generale afghano che però si oppone. Questa unione li porta a sposarsi ma non riescono ad avere figli. Il miglior amico di Hassan decide di tornare in oriente e riesce a scoprire di essere il suo fratellastro. Questo romanzo, è molto commovente ma altrettanto emotivamente “pesante”. Un altro racconto con tematiche simili è “I due fratelli” tratto dal film franco-britannico: “Les deux frères”. Parla di due cuccioli di tigri che negli anni venti in Cambogia, sono costretti da un governatore del luogo a combattere tra di loro per divertimento. Alla fine quando si credevano sbranati l'un l'altro si riconciliano e aggrediscono colui che li aveva maltrattati e rinchiusi in gabbia a combattere tra di loro. Consiglio, questi libri, a coloro che ritengono di capire a fondo i significati che spesso si celano nelle storie e a coloro che riescono a essere empatici verso tematiche simili.
 
3. Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ eBook?
Considero l'ebook un vero e proprio libro. Questo apparecchio subentrato da alcuni anni al posto del libro cartaceo, è un’invenzione che ha facilitato i lettori. Il modo di leggere e sfogliare le pagine on line con la sola semplicità di una slide, oltre allo scarso ingombro e all’importante “risparmio” in termini ecologici ed ambientali ne fanno un’invenzione straordinaria. L’unica pecca è che non riuscirà ad avere lo stesso fascino di un libro “classico”!
 
4. La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?
Devo dire è sempre stata una forma d’arte liberamente aperta a tutti, dove io mi sono sempre imbattuto su entrambi i fronti e che i tipi di scritture si differenziano moltissimo: la scrittura si identifica libera quando ti senti a briglia sciolta o comunque con un lampo di genio, trasmettendo con uno sprizzo di frizzantezza i propri pensieri, affondando nella gioia del momento. La scrittura ponderata invece si manifesta con un estro ed eloquio maggiormente elaborati, dando significati più corposi o con un vocabolario più complesso rispetto alla routine.
 
5. Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?
Mio padre! Mio padre ha sempre scritto poesie, ed il suo intento era quello di pubblicare una raccolta ma non vi è mai riuscito. Crescendo, all’epoca della morte di mio nonno paterno, mi sono appassionato alle poesie, ma la vera spinta verso la pubblicazione mi è stata suggerita in sogno dai miei cari durante la convalescenza. Sin dal primo anno del liceo ho sempre desiderato provare a frequentare l'università D.A.M.S. tuttavia non vedendolo alla mia portata, ho soltanto continuato a mettermi in gioco sul Teatro e le Poesie per il solo gusto di farlo.
 
6. Quale messaggio vuole inviare al lettore?
Le mie poesie affrontano tre tematiche diverse: famiglia, sentimenti o amori platonici e momenti del passato racchiusi sotto forma di emozioni per le mie terre di origine. Esse possono trattare anche di momenti importanti e ricordi che ho vissuto nel corso degli anni.
 
7. La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccolo o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?
Sì, è sempre stato uno dei miei sogni nel cassetto quello della scrittura o comunque di accedere al mondo artistico. Sin dalle elementari ho sempre aspirato alla fama o almeno così è quanto credo di ricordare. Beh chi non avrebbe voluto? Tecnicamente parlando non ho mai passato tutta la vita a riflettere su cosa volessi fare da grande, almeno così mi è stato detto, contrariamente a quanto sono soliti dire i bambini della loro età. Ribadisco che su questo argomento non ho mai avuto l'ispirazione per trovare il mio posto nel mondo, ma posso dire che ho coltivato la creatività negli anni così come la mia passione verso il teatro. Sebbene non siano proprio la stessa cosa, la carriera teatrale l'ho coltivata fin dalle medie, mentre la poesia è nata in seguito credendo di unirla alla musica seppur invano. Non riuscendo ad unirle, mi sono soffermato solo sulla poesia in cui mi è più facile esprimere le emozioni, essendo una forma d’arte più sciolta e a mio parere adatta a tutti.
 
8. C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?
Ricordo che il mio sogno è stato sempre quello delle poesie come si può vedere. Infatti le ho continuativamente trascritte al computer come ha sempre fatto mio padre senza l’intento di pubblicazione: ciò nonostante questo tragico ricovero in ospedale, mi sento di voler dire che tale episodio è stato come un avvenimento fortunato o altresì detto un fenomeno straordinario.
 
9. Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?
Mai. Caparbio ed obiettivo come sono, se incontro delle passioni che m'interessano cerco di portarle sempre a termine. La cosa che ho sempre desiderato di mettere in musica le mie poesie, ma senza riuscirci.
 
10. Il suo autore del passato preferito?
Quando mi fanno questa domanda di solito non so rispondere in quanto non ho mai avuto degli autori preferiti, ma se ne devo citare uno che ha davvero fatto la storia della vera poesia italiana e che è sempre rimasto nel cuore delle persone, penso di non poter fare a meno di citare Giacomo Leopardi. Altro autore che ha fatto la storia é Roberto Vecchioni, in quanto mi piace la sua idea di mettere le poesie in musica, cosa in cui serve esperienza e molta bravura. Ecco, questi sono i miei due autori del passato preferiti.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Direi che l'abbandono progressivo dei libri cartacei è stata una perdita per tutti i lettori interessati a sfogliare i manoscritti. Essendo meno attuali i manoscritti in cui si doveva prestare molta attenzione al filo conduttore e quindi alla trama, l'epoca odierna trasmette un maggior vantaggio per coloro che sono portatori di handicap o hanno comunque deficit a leggere manoscritti lunghi come possono essere quelli della J. K. Rowling. Per il fatto che l'audiolibro ingombra poco spazio, e costa poco e posso dire che la trovo molto utile ed interessante perché lo si può ascoltare con le cuffie o altri dispositivi audio.

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Martedì, 07 Agosto 2018 | di @BookSprint Edizioni

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