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12 Apr
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Intervista all'autore - Raimondo Miraglia

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto?
Sono nato a Napoli e cresciuto nel quartiere dell'Arenella, sulla collina che domina la vecchia Neapolis.


 

2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?
L'importante credo sia leggere, io non ho figli ma ai miei nipoti ho sempre consigliato di iniziare a leggere, anche Topolino va bene, l'importante è abituarsi ed appassionarsi alla parola scritta come strumento di fantasia. Poi crescendo possono leggere testi più impegnativi. Se devo consigliare qualcosa, quando avevo sedici anni mi colpì Italo Calvino ed il suo "Se una notte d'inverno un viaggiatore." E quella spettacolare scrittura credo mi abbia profondamente influenzato.


 

3. Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ eBook?
Personalmente preferisco sempre il contatto fisico con un libro, l'odore delle pagine stampate e la sua materialità che ti fa da compagno sono impagabili, però devo comunque ammettere che l'e-book ha la sua comodità in termini di spazio guadagnato in casa ed anche per la possibilità di poter leggere ovunque, anche in condizioni di scarsa visibilità.

In ogni caso la dematerializzazione sembra sia il futuro anche per salvaguardare l'ambiente, quindi...

 

4. La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?
Scelgo la prima opzione. Ma come ogni vero colpo di fulmine deve poi essere coltivato con un amore intenso e ponderato.

Non sono un autore molto prolifico, ho scritto un paio di romanzi, vari racconti e versi alcuni dei quali sono pubblicati nella raccolta Lune e Danze, devo infatti essere colpito dal fulmine dell'idea, non sono tanto per lo scrittore che si siede a tavolino e deve per forza partorire qualcosa di buono.

 

5. Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?
Le esperienze della mia vita, il contatto con l'altro, la diversità del pensiero e la ricerca di tanti del vero amore, sono spunti che mi hanno dato l'impulso di trasportare i pensieri su carta. Inoltre mi ha sempre intrigato l'idea che nel nostro mondo ci sia qualcosa di più rispetto a quello che i nostri occhi riescono a percepire.


 

6. Quale messaggio vuole inviare al lettore?
Riallacciandomi alla domanda precedente, il messaggio che mi piacerebbe lanciare è che l'esistenza dell'uomo dovrebbe essere una ricerca continua di quello che è nascosto nel creato, ed è celato dalla superficialità di una vita banale.

Non è per nulla facile scovare l'immortalità ma il punto di partenza è sentire la nostalgia dell'infinito da cui proveniamo.

 

7. La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccolo o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?
Ho cominciato a scrivere da adolescente, quindi direi che ho sviluppato pian piano questa passione. Quando ero piccolo alle volte mi dicevo: "Se fossi un poeta scriverei di questo e di quest'altro." come se desiderassi una cosa irrealizzabile, invece poi è davvero capitato ed ho proprio scritto di questo e di quest'altro.


 

8. C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?
Si, voglio ricordare come è nato il racconto "Jimbo", è una storia inventata ma il tutto nasce dal vero incontro con Stefan, un ragazzo del Camerun che studiava in Italia, lui mi raccontò delle difficoltà ma anche di tutte le ricchezze naturali del suo paese. Da lì mi balenò l'idea per il racconto che potete leggere in Lune e Danze.


 

9. Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?
Beh più che altro questa raccolta riunisce tanti anni di scrittura e sono lieto che abbia visto una pubblicazione univoca e non spezzettata.


 

10. Il suo autore del passato preferito?
Jean Paul Sartre.


 

11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Ogni modo per avvicinare ai libri è bene accetto per me, anche se l'audiolibro non fa per me, mi distrarrei.

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Giovedì, 12 Aprile 2018 | di @BookSprint Edizioni

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