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08 Feb
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Intervista all'autore - Giovanni Leonardi

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Devo dire che il modo per entrare nel mio mondo, per mia scelta tutt'altro che segreto, è proprio scrivere. La scrittura, per me, rappresenta la porta attraverso la quale passo varcando il confine fra una realtà metallica e quotidiana ed un'altra fatta di sensazioni e situazioni che mi colpiscono e che, comunque, in essa sono contenute e dalle quali traggo innumerevoli spunti che mi spingono, poi, ad esporre il mio pensiero sugli aspetti che gli eventi stessi mi pongono. E' come se una voce dentro mi ripetesse in continuazione: "bisogna assolutamente scrivere qualcosa su questo argomento; bisogna assolutamente esprimere, con un mezzo chiaro, preciso ed inequivocabile, il pensiero, la sensazione, il senso, il turbamento". La stessa certezza, poi, di riuscire, con le parole, ad esprimere pienamente i convincimenti è, essa stessa, grande momento emozionale, cibo per l'anima. Mi sento fortunato per il fatto di riuscire a trasferire integralmente quello che sento dentro ed è mia convinzione che questo è un dono e che, per esser tale, merita tutta la mia dedizione.


 


2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Nel libro sono presenti molteplici aspetti della mia vita interiore e, visto che, gli ideali ed i valori che coltivo dentro sono perfettamente quelli che applico nei miei comportamenti si può dire che la mia interiorità è rispecchiata proprio sulla vita reale. Pertanto ritengo che nel libro è presente la mia vita reale e, per quanto prima affermato, non nella chiave del racconto della stessa, ma in quella del racconto della suggestiva interpretazione delle sensazioni in essa contenute.


 

3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Scrivere quest'opera, anche se un forte senso di umiltà mi spinge a non chiamarla tale, ha significato l'aver trovato il modo per dar voce al mio sfogo, nella certezza e nella gioia di essere arrivato in tempo ad esprimere la mia protesta, prima di tutto, per ciò che dovrebbe essere, dal mio punto di vista, il rapporto che ci lega tutti, senza alcuna discriminazione. Inserendo, in continuazione, innumerevoli punti di riflessione su tutti quei valori che, sono convinto, rendono la vita preziosa a cominciare dalla grazia della sua gratuità.


 

4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
Il titolo mi è stato chiaro sin da subito. L'essenza del mio essere è il motore che spinge quella macchina che porta in giro il mio pensiero. Di metterla in moto non avrei potuto proprio farne a meno. Rinunciare a dire mi avrebbe fatto sentire un perdente. Aver detto mi spinge verso la sensazione opposta.


 

5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Qualsiasi libro e di qualsiasi scrittore andrebbe bene perché la lettura, e poi l'inevitabile rilettura, delle parole, credo, che mi avrebbero fatto rivisitare, ogni volta, il pensiero dello scrittore con una chiave diversa attivando nuove sensazioni per il fatto che scoprirei, dentro me stesso, i diversi modi di interpretarne il senso.


 

6. Ebook o cartaceo?
Se vogliamo parlare in chiave, per me, futuristica l'e-book è, senza dubbio, il libro del domani. Ma come si fa a rinunciare all'odore della carta e al fruscio delle pagine sfogliate?


 

7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Non mi sento affatto uno scrittore in carriera. Sono piuttosto uno che, ad un certo punto della vita, ha sentito forte l'esigenza di esprimersi. Ne è nato un libro ma sapete che c'è ? Ancora stento a crederci.


 

8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
Un giorno mi sono chiesto: "di cosa intendi parlare?" Ho tirato giù svariati argomenti e su questi ho lavorato con straordinario entusiasmo. Non ci sono degli aneddoti particolari ma la percezione che tanti fatti della quotidianità andavano raccontati attraverso la lente di quello che io chiamo " il mio credo".


 

9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Grandissima emozione.


 

10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
La mia compagna ha letto, passo a passo, ogni mio pensiero. Poi il libro intero.


 

11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Una grande conquista.


 

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