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07 Feb
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Intervista all'autore - Carmela Pascarella

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Scrivere per me è una cosa meravigliosa mi dà la possibilità di dare sfogo alla mia fantasia. Riesco a liberare ogni sensazione e sentimento che ho dentro di me. Tutti nell'arco della giornata indossano delle maschere io compresa. SOLO quando scrivo solo me stessa e poso la maschera sul comodino e posso finalmente respirare la mia libertà.


 

2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Una buona parte. La tenacia del protagonista , le difficoltà che trova nel suo cammino, la voglia di riscattarsi e gli sforzi per riuscirci quando tutti ti davano per spacciata. La gioia più grande è quello di riuscire nell'intento e scoprire che chi non credeva in te non aveva più importanza.


 


3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Ho liberato i miei demoni. Io sono l'artefice di chi vive o chi muore. Ho l'amore l'odio la vendetta e la comprensione, tutto in quell'attimo in cui scrivo.


 

4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
Oh è stato molto difficile scegliere poiché cercavo nel titolo tutto quello che racchiudeva il romanzo e attirasse il lettore


 

5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Un romanzo di azione sicuramente, che metta a dura proprio il cervello per scoprire in anteprima chi è il colpevole. Infatti mi piace molto Sherlock Holmes o libri di poliziotti come Patricia o Jeams Petterson con il suo Alex Cross


 

6. Ebook o cartaceo?
Cartaceo senza dubbio. Mi da una sensazione di possedere l'opera più intimo insomma essere parte integrante con il racconto.


 

7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Sin dalle elementari. Devo tutto alla mia maestra delle elementari Giovanna Cattellan. Ha visto che avevo molta fantasia ma ero un disastro in italiano. Mi regalò un quaderno dalla copertina nera lucida e dai bordi colorati di rosso. Mi disse di scriverci su tutto quello che volevo con la speranza che migliorassi. Nel giro di una settimana quel quaderno era pieno di favole e poesie, ma il mio italiano continuava ad essere un disastro. In quinta elementare quando ormai la scuola era finita Giovanna mi disse di continuare a scrivere perché avevo un dono bellissimo e l'italiano lo avrei imparato piano piano. Beh continuo a mantenere la promessa. Mi spiace solo che la mia maestra e amica non possa vederlo.


 

8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
Ho visto molte cose negli anni che tratta proprio questo argomento. Per poi non parlare di film al cinema o alla televisione. Mi sono sempre chiesta se chi intraprendeva quella scelta era una sua decisione oppure era stato costretto. Da qui l'idea di scriverlo.


 

9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Una gioia immensa veramente non posso spiegare le sensazioni. A differenza di una volta, le case editrici pubblicavano solo libri che erano belli davvero. Oggi invece basta che paghi, vedi il tuo racconto pubblicato. Questo mi manca, sapere se quello che ho scritto vele davvero oppure....


 

10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
Mia figlia ,la mia più sfegatata di fan. Lei mi insulta se quello che legge non va come pensava ma poi mi dà il suo giudizio e opinione su come fosse meglio scrivere un particolare. Ah vi ho detto che è lei a correggere il mio italiano?!!


 

11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Io e la tecnologia facciamo a pugni e devo dire che io perdo quasi sempre. Come ho detto prima io amo tantissimo il cartaceo, ma se l'audio libro serve a raggiungere quelle persone che non possono leggere come i bambini o gli anziani allora ben venga


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