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27 Set
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Intervista all'autore - Domenico Ramo

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?

Per me scrivere è un modo con cui posso intraprendere un viaggio, che mi porta in una realtà differente da quella che vivo. Quando inizio a battere le parole, in me crescono diverse emozioni, perché divento un tutt'uno con la storia che scrivo, quindi mi immedesimo nel personaggio della vicenda o anche con l'ambiente stesso.



2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?

In effetti, un po' di me è presente. Basta pensare ad alcuni sentimenti provati dal personaggio principale, lì è presente il mio pensiero tramite alcune affermazioni dei personaggi.



3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.

Scrivere per alcuni è un modo di viaggiare in un mondo in cui tutto può essere creato tramite la propria mente. Scrivere questo testo ha creato in me una sensazione di felicità, ma soprattutto di sfogo.



4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?

Il titolo secondo me, o viene in mente all'istante durante la scrittura, o viene in mente alla fine. Io sono un tipo di persona che la sensazione arriva all'istante.



5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?

Se fossi in un'isola deserta come libro porterei “Il ritratto di Dorian Grey". Se si parla di scrittore porterei con me Bukowski. Sceglierei il capolavoro di Wilde perché è stato il primo libro che mi ha appassionato e spinto alla scrittura, lo rileggerei altre mille volte. Bukowski perché secondo me è stato uno dei più grandi scrittori del novecento con cui potrei avere una bella conversazione e soprattutto compagnia.



6. E-book o cartaceo?

Io preferisco il cartaceo perché l'odore del libro e i sentimenti che ne provengono, uno schermo non le trasmette. Comunque sia, e-book o cartaceo basta che si legge.



7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?

Scrivere è un qualcosa che proviene dall'interno di alcuni. Un sentimento, un tramonto, delle nuvole, il sorriso di un bambino, il suono delle cicale ad esempio, si trasformano in una sensazione pura che ripeto, ad "alcuni" porta alla creazione di uno scritto. Ho risposto al quando e al perché.



8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?

Dopo aver letto dei libri mi sono chiesto "Perchè non scrivere un libro?!". Un mattino mi svegliai, preparai la colazione e mi venne in mente un qualcosa, solamente guardando il sole appena comparso. Iniziai ad appuntare delle cose in un piccolo quaderno che porto sempre con me. Appena poggiai la penna per scrivere qualcosa, mi vennero in mente delle cose che successero a me e ho trasformato questi pensieri in scrittura.



9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?

Non avrei mai pensato che questo succedesse. Io provengo da una realtà piena di rifiuti e vedere finalmente un sogno apparire dietro l'angolo per me è fantastico, uno spiraglio di luce in così tanto buio.



10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?

Io sono un tipo abbastanza riservato, ma durante il mio periodo scolastico strinsi amicizia con una professoressa e feci leggere qualcosa che scrissi. A lei tengo molto perché è stata l'unica a credere in me, l'unica che ha saputo evitare il muro che si chiama "timidezza".



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Per me è una cosa fantastica. Per me leggere è fondamentale e trasmetterlo a chiunque è veramente bello. Un mio caro amico, a causa di una malattia sta perdendo quasi totalmente la vista e solo grazie a questa innovazione può essere catapultato in questo mondo chiamato "libro" e per me è meraviglioso.

 

 

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