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06 Set
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Intervista all'autore - Lorenzo Avincola

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?

Fin da ragazzo ho cercato di mettere su carta le mie emozioni. Per me scrivere significa raccontare, trasformando in piccole o grandi storie, anche con l'aiuto della fantasia e del sogno, la realtà che ci circonda. Spesso in prosa e qualche volta in poesia.



2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?

In questo romanzo c'è tutta la mia vita reale, anche se è una storia completamente inventata. Paul Auster sostiene, in un suo romanzo, che le storie capitano solo a chi le sa raccontare, io non so se sono riuscito a raccontarla bene questa mia storia (bisogna essere bravi scrittori) so solo che ho cercato di raccontarla…e quindi posso dire che a me è capitata e per questo ora esiste.



3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.

Scrivere questa storia mi ha permesso di tornare indietro nel tempo, in tanti luoghi a me cari dove ho rivisto persone che ho amato e mi ha dato la possibilità, attraverso il ricordo, di raccontare una storia del presente, vissuta nei luoghi che amo, dove tutti i protagonisti, tra misteri ed amori, ci offrono la speranza di un futuro migliore



4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?

Non ci sono mai state alternative. L'unico dubbio era se chiamare il mio romanzo solo "Speranza", oppure "Il mistero della croce di Val d'Aia”, oppure il titolo che ho scelto. Spero di aver fatto la scelta giusta.



5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?

In un'isola deserta vorrei trovare un libro che non conosco o uno scrittore che conosco poco. Quale migliore occasione per allargare le mie conoscenze!?



6. E-book o cartaceo?

Decisamente preferisco ancora il cartaceo... ma farò la fine di quelli che, verso la metà del 1400, difendevano i libri scritti a mano dagli amanuensi contro le nuove tecniche di Gutenberg, Sostenendo che la stampa avrebbe causato la morte del libro!



7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?

Qualche anno fa mi sono accorto di avere molto materiale cartaceo e fotografico, sono andato negli archivi della memoria, in quelli comunali e negli archivi dei giornali e ho scritto la storia delle mie passioni...poi ho cominciato a scrivere altre storie.



8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?

In questa opera ho voluto raccontare la storia di un grande amore ma soprattutto il ricordo di un grande amore. Un amore passato, talmente potente che non permette altri amori futuri. Eppure qualcosa ci dice che non bisogna mai perdere la speranza (nemmeno in questo caso, volutamente descritto senza speranza). E ho voluto raccontare l'importanza della letteratura nella nostra vita. Ogni episodio del mio romanzo, ogni scoperta, ogni fatto nuovo, ogni motivo di incontro o di scontro è legato alla presenza dei libri che sono la vera speranza di un futuro migliore. Come aneddoto posso dire che il libro di Marco Missiroli mi è stato regalato proprio mentre stavo scrivendo la parte finale del romanzo e quella copertina mi è stata di grande aiuto



9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?

È la fantastica soddisfazione di riuscire a raccogliere tutta una serie di emozioni, ricordi, pensieri, principi, invenzioni, storie, sogni e legarli con un filo unico dalla prima all'ultima pagina poco prima completamente bianche.



10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?

Un giovane: il ragazzo di mia figlia ed è stato molto utile!



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Tutto ciò che può portare ad una maggiore conoscenza e coscienza mi trova favorevole. Credo che l'audiolibro vada nella giusta direzione.

 


 

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