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30 Ago
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Intervista all'autore - Christian La Perna

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?

Mi chiamo Christian, ho diciassette anni e vivo a Montelepre, un piccolo paesino della provincia di Palermo. Ho sempre amato scrivere, sin da piccolo, la scrittura è stata colei che mi ha aiutata a crescere, grazie a lei sono maturato e sono diventato la persona che sono oggi. Molti dicono che sono ancora giovane, che non posso capire certe cose, ma io la pensò diversamente, penso che l'ingresso nella scrittura di un giovane adolescente sia un approccio più che maturo. Iniziai a scrivere tre anni fa, per scherzo, e da lì sono nati i miei libri, le mie storie, i miei protagonisti.



2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?

Dicono che la notte porta consiglio, beh, io amo scrivere la notte. È come se mi eclissassi e ci fossi solo io, come se nessuno potesse disturbare la quiete che mi circonda. Il giorno, per quanto possa essere anch'esso di ispirazione, non lo trovo interessante come la notte.



3. Il suo autore contemporaneo preferito?

Essendo un amante di tutti i generi, ce ne sono molti, tra i quali Suzanne Collins, Veronica Roth e Rick Riordan per quanto riguarda la scrittura inglese, Valentina D'Urbano e Alessandro D'Avenia per la scrittura italiana.



4. Perché è nata la sua opera?

La mia opera è una sorta di denuncia, racconta di vita adolescenziale, bullismo, malattia. È un racconto mirato a una totale comprensione del problema attuale. Come già detto in precedenza, è nata un po' per scherzo, quando quasi due anni fa cominciai a scrivere i primi versi su Wattpad, la piattaforma online di scrittori e lettori che ha fatto scoprire centinaia di scrittori. Fa strano pensare che la mia opera è adesso un libro ma ne sono comunque felice, perché credo di aver dato il massimo e di aver scritto pensieri profondi e riflessivi.



5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?

Molto, anzi, moltissimo. È ovvio che la vita di tutti i giorni insegni. Gli amici, la famiglia, la scuola, sono stato spunto di riflessione, è solo grazie a loro che il mio libro è nato.



6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?

Direi entrambe le cose, scrivere è raccontare sé stessi e gli altri. Scrivere è raccontare, mostrare, far viaggiare lontano, scrivere è scappare e andare altrove, dove tutto è più bello.



7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?

Non so quanto esattamente, ma tanto. Le ansie, le preoccupazioni e le gelosie della protagonista raccontano me, sono tutte emozioni che ho provato raccontate da un punto di vista femminile. Sono felice di aver forgiato un personaggio forte ma allo stesso tempo fragile, è una sorta di paradosso. L'uomo può essere sia male che bene?



8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?

Tante sono le persone che mi hanno aiutato. Tra cui Angelica, una mia cara amica, lei mi è stata d'ispirazione per il personaggio di Lily, poiché affetta da un tumore che sembra migliorare giorno dopo giorno. Grazie a lei ho scoperto un nuova concezione di vita.



9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?

Mia madre.



10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’e-book?

Non saprei.. Ma una cosa è certa: nulla potrà mai sostituire il cartaceo, l'odore di un libro nuovo, il rumore del cambio pagina... Sono tutte sensazioni che l'e-Book non può dare.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Penso che l'audiolibro sia una mossa azzardata, ma comunque, non è una brutta idea. È bello sentire raccontare il tuo libro con enfasi e sentimento.

 

 

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