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29 Ago
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Intervista all'autore - Vincenza Zollo

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?

Sono nata a Roma ma abito a Pomezia da 35 anni, non ho deciso di diventare scrittore, sono state le vicissitudini della vita ad aver deciso per me.



2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?

Non c'è un momento preciso, a volte mi dedico alla lettura e non scrivo magari per un periodo, comunque di solito è la sera, quando c'è pace e riesco a concentrarmi maggiormente.



3. Il suo autore contemporaneo preferito?

Prediligo Alda Merini.



4. Perché è nata la sua opera?

La mia opera nasce dall' esperienza con il disagio mentale, soffro di un disturbo bipolare cosa che mi accomuna alla mia poetessa preferita. Sentivo la necessità di comunicare agli altri la sofferenza che provo nel combattere quotidianamente la malattia ed i pregiudizi che ancor oggi il malato mentale è costretto a subire.



5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?

Il contesto sociale non ha influito, ha invece molto influito il mio passato come persona.



6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?

Sicuramente un modo per raccontare la realtà, almeno nel mio caso è stato così.



7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?

Il 100%.



8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?

Sì, certamente!



9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?

Ad alcune mie colleghe.



10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’e-book?

Io prediligo sempre il cartaceo.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Interessante, ma il cartaceo è sempre meglio.

 

 

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