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BookSprint Edizioni Blog

04 Ago
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Intervista all'autore - Edith Licia Balducci

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?

Ricordo che ho iniziato a scrivere all'età di 11-12 anni circa, dapprima scrivendo delle storielle ispirate ai cartoni che guardavo, in seguito tracciando racconti di mia ispirazione. Un giorno mi misi al computer e mi dissi: "Perché no?", ed iniziai a scrivere un racconto. Semplice, banale, scritto da una ragazzina. Lo feci leggere a mia madre e a lei piacque; mi incoraggiò a scrivere ancora. Allora mi misi giù e scrissi capitoli dopo capitoli. Nel frattempo iniziai a scrivere altri libri, fino a quando le cartelle delle mie opere diventarono talmente numerose che dovetti lasciare spazio a certi libri prima di terminarne altri. Molti di questi sono in corso ancora oggi! Chissà quando li finirò!



2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?

Non ho un momento fisso per scrivere. Solitamente mi accingo a farlo dopo pranzo oppure la sera, ma di solito aspetto di essere dell'umore giusto oppure attendo che venga l' "ispirazione". È tutto molto spontaneo, non è qualcosa di premeditato.




3. Il suo autore contemporaneo preferito?

Amo Rick Riordan e il suo stile di scrittura, che trovo assolutamente innovativo, moderno e giovanile (perfetto, insomma). Mi piace molto anche Mike Crichton, soprattutto nella sua opera "Jurassic Park". Ma a dir la verità non ho uno scrittore preferito: so apprezzare i pregi di tutti, ma senza avere preferenze. A parte Rick Riordan, naturalmente...



4. Perché è nata la sua opera?

Se devo essere sincera, la mia opera è nata grazie a tre semplici elementi: il primo, una giornata di nebbia fittissima che mi ispirato il primo capitolo de "I Tre Fratelli" e il luogo delle Colline Nebbiose; il secondo, un'immagine trovata su Internet di una famiglia dei manga che si metteva in posa per una foto; e, infine, un momento di noia. Sommando questi tre elementi insieme, sono riuscita a scrivere il primo capitolo e poi tutti gli altri. Comunque, ammetto che avevo in mente già da un po' di tempo l'idea di un libro ambientato in un Medioevo diverso.



5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?

Se per contesto sociale si intende l'estrazione sociale, allora ben poco. Ma se parliamo di esperienze, allora tantissimo.



6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?

Entrambe le cose. Ho iniziato a scrivere per distrarmi dal brutto periodo che ho passato durante l'adolescenza e per raccontare, tramite i miei personaggi, le esperienze e i sentimenti che provavo. Ciò non è molto evidente ne "I Tre Fratelli", ma in altre mie opere (che spero di pubblicare) sì.



7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?

Fin troppo! Moltissime delle mie idee, opinioni e modi di fare sono rispecchiati nei miei personaggi. Alcuni hanno miei tratti del carattere, come per esempio la testardaggine, l'impulsività, la timidezza... Altri, invece, rispecchiano di meno la mia personalità. Ma vi assicuro che dentro tutti i miei libri c'è un calvario di parole e idee con sopra il mio nome scritto.



8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?

Mia madre, che mi ha sempre incoraggiata a scrivere e ha apprezzato il mio lavoro come nessun editore potrebbe fare. È stata lei a suggerirmi il sottotitolo dell'opera e a farmi riflettere su numerosi tratti del carattere che i personaggi avevano in comune. La sua opinione, poi, è sempre stata oro per me! Ma ringrazio tantissimo anche mio padre, che mi ha aiutata tantissimo nella pubblicazione del mio libro.



9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?

A mia madre, grande lettrice e appassionata dei frutti delle mie opere. Non avrei potuto trovare lettrice e critica migliore di lei nemmeno nell'élite più importante di intellettuali!



10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’e-book?

L'e-book è utilissimo sotto molti punti di vista (puoi scaricare e acquistare libri, evidenziare e commentare punti che ti piacciono, portarlo dove vuoi, eccetera), ma per me il futuro della scrittura rimane sempre tra le fragranti pagine profumate di stampa di un libro.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Invio una medaglia a tutti quelli che riescono a concentrarsi con l'audiolibro, se lo meritano. L'audiolibro può essere utilissimo per le persone cieche o per chi è occupato in altre faccende (tipo per chi cucina o lava i piatti); inoltre, il racconto è dotato della giusta intensità nella lettura e questo è un ottimo metodo di esercitazione per chi ha una memoria perlopiù uditiva e non sa leggere bene ad alta voce. Ma, come dicevo prima per l'e-book, per me il futuro rimane la vecchia carta stampata, dove le parole non scappano e c'è sempre la possibilità di fare una pausa. 



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Venerdì, 04 Agosto 2017 | di @BookSprint Edizioni

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