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BookSprint Edizioni Blog

28 Giu
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Intervista all'autore - Antonio Balzani

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto?

Sono nato a Bardi, (Parma) un paese di alta collina dominato da una imponente fortezza medioevale e contraddistinto da un paesaggio aperto sulla valle ampia del torrente Ceno. Un luogo di tradizione e innovazione. Un posto splendido per crescere in prossimità della natura finché purtroppo non si deve crescere anche in età e andarsene per studiare o lavorare. Un paese di emigranti verso l'Inghilterra e la Francia e l'America che riportano ogni estate le culture di quei paesi e le confrontano integrandole con quella locale.



2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?

Io consiglierei il ciclo della fondazione di Asimov, senza trascurare le Tigri di Mompracem di Salgari. Sono libri che aprono la mente e predispongono all'avventura al viaggio, alla scoperta e alla conoscenza di luoghi culture e paesi, situazioni possibili e solo apparentemente lontane.



3. Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ e-book?

Io non credo ci sia una reale perdita di interesse dei potenziali lettori ma piuttosto di un indirizzamento forte da parte degli editori verso un nuovo tipo di letture economicamente più sostenibili. Non sono incompatibili. L'amante dei libri magari li legge prima in forma di E-book e poi li acquista stampati per averli presso di sé in modo duraturo. Tuttavia si toglie in questo modo il piacere di curiosare tra gli scaffali delle librerie facendosi liberamente attrarre dalle stimolazioni dell'ambiente.



4. La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?

È decisamente un amore ponderato! Credo che tutti gli adolescenti provino prima o poi a scrivere ma poi abbandonano il progetto perché coinvolti nel duro processo di maturazione sociale. Qualcuno, solo qualcuno è così talentuoso da diventare un vero scrittore in giovane età. Col tempo e l'esperienza, quando scemata la forza delle passioni diventa possibile ritrovare le emozioni nel ricordo, allora diviene finalmente possibile dedicarsi nuovamente alla scrittura.



5. Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?

Quando ero un ragazzino tutti erano cowboy o indiani, tutti avevano pistola e fucile o costruivano archi e frecce di legno. Sono cambiati i tempi ma l'avventura è avventura e gli uomini sono sempre quelli. I genitori e la scuola raccontano storie ai ragazzini per trasmettergli i valori che guideranno la loro evoluzione. Io ho voluto fare proprio questo, raccontare storie coinvolgenti e stimolanti.



6. Quale messaggio vuole inviare al lettore?

Voglio ricordare che al mondo ci sono sempre i buoni e i cattivi, i deboli e i forti, che la tratta e lo sfruttamento di altri esseri umani non è un fenomeno solamente attuale e infine che i valori fondamentali e vincenti risiedono nel rispetto reciproco, nell'amicizia e nell'impegno personale. Un ragazzo normale deve uscire di casa sognare e incontrare gli altri e può, anche senza ricorrere necessariamente a mostri o esseri orripilanti o alla tecnologia spinta, vivere le stesse avventure le stesse emozioni, inseguire i sogni, correndo semplicemente su un prato o inoltrandosi in un bosco con gli amici.



7. La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccolo o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?

Scrivere e raccontare è un desiderio che si è andato rinforzando pian piano, man mano che nella vita ho trovato e riconosciuto cose che secondo me, vale la pena di raccontare.



8. C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?

Quando i miei figli erano piccoli amavano che raccontassi loro storie prima di addormentarsi e io gli insegnavo a raccontarsele anche da soli per indirizzare i sogni. Lo facevano anche più tardi chiusi in casa durante le giornate tediose a causa del tempo o in vacanza, andavamo in campeggio, nei momenti di pausa e relax. Lo facevo anche io e l'ho rifatto con grande piacere.



9. Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?

No. Mai neppure per un momento.



10. Il suo autore del passato preferito?

Salgari e Asimov.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Credo sia il vero futuro del libro elettronico, quando il sistema di lettura sarà un po’ meno meccanico. Non a caso tutti amano la radio ed il teatro, raccontare e sentire raccontare. Credo che il mio libro sia perfetto per questo scopo e spero sia nel suo futuro.

 

 

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