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26 Giu
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Intervista all'autore - Marco Campone

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?

Si scrive perché le parole danno un senso a quello che si vive e che si percepisce. Ovviamente non ci può solo accontentare di “gettare” a casaccio le parole sulla carta. Perché la scrittura è anche tanto esigente. E allora non tollera gli strafalcioni, la fretta, la mancanza di cura …Scrivere, vuol dire possedere la capacità, di dare una forma alle mie emozioni, fermare il tempo, giocare a dama con la morte e i suoi orologi e scolpire il monumento del suo sogno. Dare vita agli Universi. Crearli. A volte più bastardi, a volte meno eccentrici, muovermi nella fauna della gente... VIVENDO ogni giorno qualcosa. Per raccontare. Raccontare un po' di sé ed un po' d'altrui.



2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?

Questo libro ha spunti di vita vissuta e nello stesso tempo di vita fantastica.



3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.

Scrivere una storia è come affrontare un viaggio di cui non si conosce destinazione. Viaggiare per viaggiare, senza altro scopo.



4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?

Non ci sono state alternative nel decidere il titolo, sentivo che era l’unico ad essere adatto a questo romanzo.



5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?

In un’isola deserta mi piacerebbe avere il libro di Murakami “Tokyo blues, norwegian wood” in quanto è una lettura che non mi annoia mai. Vorrei però averne anche un altro su come sopravvivere in un isola deserta.



6. E-book o cartaceo?

Ecologicamente parlando direi E-book, ma AMO il cartaceo per la sensazione che si ha nel toccare la carta.



7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?

Non ho intrapreso la carriera di scrittore, amo scrivere, ma nella vita lavorativa sono un infermiere e fiero di esserlo.



8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?

Questo libro nasce di getto in una notte insonne.



9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?

Non riesco a descrivere questa sensazione a parole, posso dire che l’aggettivo adatto è “felicità”.



10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?

No comment!



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Amo il cartaceo e ancora non sono proiettato nell’era dell’audiolibro.

 

 

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