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26 Giu
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Intervista all'autore - Federica Savarese

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?

Sono Federica, ho 19 anni e abito a Borgaro Torinese. Mi sono diplomata l'anno scorso nell'ambito socio-sanitario. Il voler diventare una scrittrice è sempre stato un mio obbiettivo, cresciuto negli anni. Ho sempre avuto quella voglia di creare qualcosa di mio, qualcosa che provenisse dalla mia fantasia, e questa voglia, anzi, questo obbiettivo è stato alimentato ed è ancora alimentato da telefilm o film che vedo, o semplicemente dai libri e dalle fan fiction. Mi piace il poter inventare qualcosa ed esserne io stessa padrona, e quindi non seguire nessuna regola, ma semplicemente cambiare parti del testo se non mi convincono più volte finché io non ne sono sicura e soddisfatta al 100%. È sempre stato un mio obbiettivo diventare scrittrice, perché rappresenta un po' anche me, come la solitudine, per scrivere un capitolo o più ho bisogno di isolarmi dal mondo che sia con un paio di cuffiette oppure semplicemente in camera da sola con la musica, e questo rappresenta il mio voler ritagliarmi dei momenti della giornata da sola, ma anche perché nella scrittura vedo rifugio e libertà. È sempre stato il mio sogno nel cassetto e sono felice di essere riuscita a realizzarlo.



2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?

Mi piace molto scrivere durante la sera, la notte è d'inspirazione e quando posso la sera sto al pc e scrivo. La calma, il rumore delle macchine che passano, mi danno inspirazione, ma anche durante qualsiasi momento della giornata mi piace scrivere qualcosa.



3. Il suo autore contemporaneo preferito?

Non penso di avere autori preferiti, ma tra quelli che ho letto, mi piace molto lo stile di Wulf Dorn, anche se ho letto per ora solo "Phobia" e "Il mio cuore cattivo", ma mi piace molto come riesce a tenerti incatenato al libro.



4. Perché è nata la sua opera?

La mia opera "Lottare per un sogno", è nata nei tre mesi di vacanza durante la 4 superiore, questo titolo l'ho messo perché rappresenta il fatto che nonostante tutto sono riuscita a realizzare un mio sogno, ma rappresenta anche il sogno di Charlotte, la protagonista del racconto che vuole diventare una cantate, ma che dovrà appunto lottare per esserlo perché non sarà tutto rosa e fiori, ma avrà degli ostacoli da superare. L’opera è nata perché vorrei fosse d'ispirazione e di aiuto ai lettori che lo leggeranno e che hanno come me un sogno nel cassetto ma che non hanno mai provato a realizzarlo per qualsiasi motivo. Vorrei potesse aiutare i futuri lettori in qualsiasi modo.



5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?

Un po' ha influito, ma non tanto da farmi mollare il mio obbiettivo, nonostante i momenti in cui ho perso la speranza, facendomi condizionare dagli altri. Oggi posso dire che non m'importa più cosa gli altri pensino, è semplicemente una mia passione che porterò sempre avanti e a cui dedicherò il 100% delle mie energie.



6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?

Io penso che sia tutte e due le cose. Un’evasione dalla realtà sicuramente, perché quando scrivi ti chiudi in un mondo tuo, dove pensi solo ai personaggi da creare, alla trama, alle vicende da far accadere nei vari capitoli, a personalizzarli il più possibile; ma semplicemente penso che sia un’evasione dalla realtà anche perché lo scrivere ti fa sentire felice, e ti fa dimenticare di tutti i problemi. La scrittura è un mezzo con cui puoi sfogarti e con cui puoi distrarti, ti permette di creare quello che vuoi, utilizzando semplicemente la tua fantasia, ma anche un mezzo per raccontare la realtà. Puoi mettere aneddoti della tua vita, mascherati da qualcosa di inventato o con semplici personaggi, ma puoi anche raccontare la realtà che si vive nel mondo di oggi, nelle forme che preferisci.



7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?

Charlotte rappresenta un po' di me, la sua insicurezza, insicurezza che ho sempre avuto e che continuo ad avere, l'affetto verso i suoi amici, quando mi affeziono a qualcuno do tutta me stessa.



8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?

Sinceramente no, ho scritto tutta da sola, senza nessuno che mi stesse dietro, semplicemente ho contato sule mie capacità.



9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?

Nessuno ancora ha letto il romanzo completo e con tutte le correzioni avvenute, ma la bozza l'hanno letta solo poche persone.



10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’e-book?

No, secondo me no. I libri cartacei ci saranno ancora per molto, chi ama leggere, preferisce sempre la copia cartacea. Parlando per me, i libri cartacei saranno sempre quelli che prenderò, penso che l'e-book sia più comodo essendo comunque un libro digitale, ma i libri cartacei non potranno mai essere sostituiti del tutto.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Penso sia una bella alternativa dei libri cartacei. Penso sia utilizzabile nei momenti in cui vuoi semplicemente guardare il soffitto e ascoltare il tuo libro preferito, come per esempio durante la notte.

 



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