Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

BookSprint Edizioni Blog

16 Giu
Vota questo articolo
(0 Voti)

Intervista all'autore - Giuseppe Oddo

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?

Le domande più semplici sono quelle che spesso mettono in difficoltà. Scrivo se ho qualcosa da raccontare, sia essa una storia oppure semplicemente un pensiero. Scrivo se sento il bisogno di evadere quando la realtà è difficile o semplicemente quando è più piacevole il mondo fantastico. Scrivo quando voglio dare vita a qualcosa e questo qualcosa è ancora solo un'idea da modellare e trasformare in lettere e parole. Scrivere è la mia medicina: non mi emoziona. Mi fa solo stare bene.



2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?

"Quel che resta è solo polvere" è nato per flusso di coscienza durante tante notti insonni. Tutta la sofferenza di un periodo della mia vita è finito tra le pagine di un romanzo. Questa è la parte reale che è presente nel libro. Credo che ogni personaggio di questa storia mi appartenga indipendentemente dagli esiti della narrazione.



3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.

Ribadisco un concetto già espresso: scrivere questo romanzo ha significato dare un volto a certi fantasmi, chiamarli per nome e chiuderli in una gabbia. Sono fantasmi e quindi prima o poi, senza chiedere il permesso, usciranno. Per il momento però se ne stanno buoni. È già qualcosa.



4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?

Il titolo iniziale era 45N10E, numeri e lettere che rappresentano le coordinate di Mantova. Solo in un secondo tempo è arrivato il titolo originale che fotografa meglio tutti gli aspetti e i temi della storia.



5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?

Porterei I Beati Paoli di Natoli. È un capolavoro.



6. E-book o cartaceo?

Cartaceo tutta la vita. Devo sentire l'odore della carta.



7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?

Quando ho scoperto che a scuola sullo stesso argomento il voto cambiava se l'esame era scritto o orale.



8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?

Il tema o meglio l'idea di una guerra di secessione tra nord e sud ha origini lontane. A Legnano ho scoperto su un muro che esistevano i terroni. Chiesi a mio nonno cos'erano e lui rispose: siamo io e te. Ecco uno dei fantasmi di cui parlavo.



9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?

È una gran bella cosa ma è più bello sapere che qualcuno che non conosci lo leggerà.



10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?

Mia moglie mentre era incinta. Mi piace pensare che lo abbiano letto lei è mia figlia insieme.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

È un'opportunità.

 


 

Acquista il Libro sul nostro ecommerce

 

 

Venerdì, 16 Giugno 2017 | di @BookSprint Edizioni

Lasciaun commento

 

Ultimi Commenti

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

I contenuti e i pareri espressi negli articoli sono da considerarsi opinioni personali degli autori che
non possono impegnare pertanto l’editore, mai e in alcun modo.

Le immagini a corredo degli articoli di questo blog sono riprese dall’archivio Fotolia.

 

BookSprint Edizioni © 2016 - Tel.: 0828 951799 - Fax: 0828 1896613 - P.Iva: 03533180653

La BookSprint Edizioni è associata alla AIE (Associazione Italiana Editori)