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17 Feb
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Intervista all'autore - Giuseppe Bevilacqua

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto?

Sono nato nella zona alta di Napoli, a Posillipo. Il sangue è partenopeo a tutti gli effetti, ma mi considero di adozione Toscana, poiché all’età di nove anni mi sono trasferito a Firenze. Adesso sono undici anni che vivo a Greve in Chianti, un piccolo paradiso terrestre, precisamente a metà strada tra Siena e Firenze. Quindi posso dire di aver vissuto infanzia e adolescenza nelle due città a parer mio più belle d'Italia. Ricche di arte e cultura.



2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?

Non consiglierei libri, ognuno ha il suo carattere e il suo modo di fare. I libri mi hanno cambiato la vita, o almeno la scrittura e la lettura mi hanno dato modo di crescere, quindi consiglierei ad un adolescente di leggere. Cosa? Qualsiasi cosa: testi teatrali, articoli di giornale, poesie...Perché l'importante è leggere sempre, e come si vuole. La lettura, e la scrittura di conseguenza, non hanno regole, non hanno limiti, sicché non bisogna limitarsi mai.



3. Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ e-book?

Penso che la carta non debba morire, e non mi pare nemmeno in procinto di farlo. La carta ha un profumo, ha sapore, sfogliare un libro è un po' come viverlo. Ben venga l'e-book per questioni di comodità, ma che non elimini del tutto i libri.



4. La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?

La scrittura è salvezza, è bisogno, ma anche amore per la carta e l'inchiostro. Due elementi che ti rendono enorme, ti permettono di giganteggiare tra le parole e esprimerti. La scrittura per me è liberazione da tutto ciò che ci circonda.



5. Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?

Ho scritto questo piccolo libro di "denuncia" per me stesso, poiché per un lungo periodo ho sofferto di insonnia e altri mali. Scrivere mi dava energia e benessere, perciò ho pensato bene di continuare e dare un senso a tante ore della notte. Ho fatto ricerche, provato diversi stili di scrittura e espressioni e mi sono lasciato andare, senza però perdere di vista il mio obbiettivo primario, quello di star bene. Per me scrivere è stato più su tutto un bisogno che è diventato poi un messaggio per tante persone.



6. Quale messaggio vuole inviare al lettore?

Il messaggio appunto è vasto, forse anche indecifrabile, ma cercherò di esprimermi nel migliore dei modi e sinteticamente. Il messaggio è rivolto soprattutto ai giovani, che spesso "smarriscono" la propria morale e preferiscono soldi facili. Allora dico: "Fermi tutti, ricominciamo da zero, ripartiamo da noi, dalla gioventù, dall'Italia, un paese che ha cosi tanto da offrire!"



7. La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccolo o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?

Ancora oggi mi racconta mia mamma, che scrivevo sui muri di casa. Probabilmente è un riflesso incondizionato, che con gli anni è stato educato e traslato sulla carta. Inoltre ho preso coscienza del fatto che io non sappia fare molte cose, allora ho deciso di cimentarmi in quello che so fare "meno peggio".



8. C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?

Forse il posto dove spesso scrivevo i miei flussi di coscienza o "deliri" come ho chiamato nel libro. Il posto dove spesso mi recavo per trovare la pace dei sensi, è un posto dove cominciò e fini una delle storie d'amore più belle della mia vita, ancora ne parlo come se fosse qualcosa di eccezionale, ma del resto sono un eterno nostalgico, quindi posso affermare con certezza, che il libro sia nato da una fine di qualcosa, che doveva dar vita a qualcosa di ancora più bello. Appunto il mio libro.



9. Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?

Si, due milioni di volte. La stesura è stato un patema d'animo, la correzione idem, il lavoro di impaginazione, la copertina e tutti gli annessi e connessi sono stati per me devastanti e deleteri. Per questo quasi, oggi che ho 21 anni, non mi rivedo più in quello che ho scritto, poiché, potrà sembrare poco, ma la stesura è stata chiusa due anni fa. Ma l'importante è aver finito.



10. Il suo autore del passato preferito?

Il mio autore preferito del passato senza dubbio rimane Pirandello. "Il fu Mattia Pascal" uno dei libri che mi ha cambiato la vita. Ma vedo intorno a me, molti pretendenti che possono scrivere qualcosa di altrettanto folle e grandioso. O almeno me lo auguro perché sento il bisogno di leggere qualcosa di forte.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Credo che questa sia un'ottima idea, perché con l'audiolibro, sì che si dà a tutti la possibilità di leggere!

 

 

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Venerdì, 17 Febbraio 2017 | di @BookSprint Edizioni

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