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08 Feb
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Intervista all'autore - Maria Riccardi

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?

Amo sia leggere molto, che scrivere tantissimo. Io amo scrivere, perché attraverso la scrittura, si scopre tutto su una persona, che cosa sente, che cosa prova ed il proprio carattere. Io quando mi metto a scrivere, non penso altro che scrivere scrivere e scrivere…Quando scrivo mi sento libera, libera di esprimermi, libera di sfogarmi. Quando scrivo, si racchiudono tutte le emozioni in uno.



2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?

In questo libro rispecchia la metà della mia vita reale.




3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.

Sarà difficile riassumere in poche parole il vero significato, perché ho scritto quest'opera. Ma semplicemente, perché volevo raccontare il lato vero della vita, che non è tutto rose e fiori. Quello che vediamo, che dietro ogn'uno si nasconde un lato oscuro, ma per apparire perfetti davanti la gente, proviamo a nasconderlo. Invece, con questo romanzo, voglio far capire che bisogna essere se stessi e non imitare qualcuno solo perché la società vuole cosi! Io volevo smascherare questo aspetto egoista e meschino della gente, che fa finta di apparire per quello che non è.



4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?

Scegliere il titolo di questo romanzo è stato un vero trambusto che è durato quasi un anno. Non è facile per uno scrittore scegliere un titolo giusto. Ho combattuto veramente parecchio, ma poi ho riletto il romanzo e ho unito un paio di parole che risultavano più volte nei vari testi del romanzo.



5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?

Su un'isola deserta porterei dei quaderni vuoti e gli attrezzi per scrivere. È un ottimo posto per scrivere un altro libro. Ma se dovessi portare un libro sceglierei Siddharta perché insegna come amare la vita.



6. E-book o cartaceo?

Il cartaceo. Perché? Semplice, leggere un libro è una sensazione magica, si può toccare con mano, si può regalare, si può prestare a qualcuno. Si può rileggerlo tantissime volte, ti rilassa.



7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?

Ribadisco, a me è sempre piaciuto scrivere, ma diventare addirittura una scrittrice non mi è mai venuto in mente. Ho deciso di scrivere questo romanzo, perché volevo far sapere al mondo intero, che non bisogna credere tutto ciò che senti o ciò che vedi. Si dice che l'apparenza inganna infatti è così. Una scrittrice scrive un libro per raccontare la verità ed io per questo ho intrapreso questa strada.



8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?

L'idea nasce dall'esperienza vissuta in questi lunghi anni. Ho visto tanto nella mia vita e ho provato tante emozioni in uno! L'esperienza ti fa capire tante cose, ti fa vedere ciò che gl'altri non vedono o non vogliono vedere, ti fa capire com'è composta veramente la vita vera. Si sa, nella vita si prova dolore, tristezza, felicità, serenità e gioia. Si pensa che tutte le persone siano o ti fanno credere che sono perfette, ma non è cosi. L'unico pensiero che mi è venuto in mente è provare a raccontare una verità.



9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?

Non ci sono parole adatte per descrivere l'emozioni che si prova nel vedere il tuo romanzo scritto e pubblicato pronto per essere letto da persone che non ti conoscono affatto. Per me è e sarà un mondo nuovo tutto da scoprire. Posso dire che finalmente ho cacciato fuori il meglio di me ed avere il mio libro tra le mani è una bellissima sensazione.



10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?

Essendo un libro per adulti naturalmente la prima persona a cui ho letto il mio romanzo è la persona che mi ha dato il coraggio nel scrivere questo romanzo cioè il mio compagno, il mio amico, il mio confidente più assoluto, in poche parole alla persona che mi è stato accanto in tutti questi ultimi anni, il mio futuro marito Nocito Vincenzo.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

È un'innovazione ottima.  

 

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