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16 Gen
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Intervista all'autore - Pierluigi Candelori

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?

Nasco 44 anni fa da padre artigiano e madre insegnante. Ho vissuto gran parte della fanciullezza con i nonni materni a S.Margherita, un piccolo borgo della provincia di Teramo. Ho frequentato in loco la scuola elementare. Già in terza classe la maestra aveva notato in me uno spiccato senso di immaginazione tanto da spingermi ad inventare storie di pura fantasia. Nei miei scritti utilizzavo spesso il gatto Felix come protagonista. Amavo i fumetti. Gli insegnanti che ho avuto in tutto il percorso scolastico dalle medie fino al liceo hanno sempre apprezzato le mie doti da scrittore. Un tema che ricordo particolarmente aveva come titolo “WIl mio angolo di mondo”. Frequentavo il V° ginnasio. Nonostante ciò non mi sono mai ritenuto uno scrittore vero. Ho considerato la scrittura semplicemente una passione, un hobby. Nel 2008 ho pubblicato per la prima volta nella vita un opera dal titolo “L'Africa a pezzi”, una raccolta di eventi e storie derivanti dalla mia esperienza personale nel continente nero. Per circa 10 anni ho collaborato ad un progetto umanitario a favore dei bambini svantaggiati dell' Uganda.




2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?

Il mattino presto. Mi alzo alle 5:30, quando il resto della famiglia dorme. La quiete mi rilassa e trovo facilmente l'ispirazione.



3. Il suo autore contemporaneo preferito?

Si tratta di un giornalista/scrittore: Massimo Gramellini.



4. Perché è nata la sua opera?

Il romanzo ha una base di verità, nel senso che ho costruito l'opera basandomi su una storia vera, realmente accaduta e che ha visto il sottoscritto come protagonista. Naturalmente un pizzico di fantasia non guasta.



5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?

Credo di avere innato il dono dell'immaginazione, della fantasia. Da sempre ho amato inventare fiabe, storielle. Ringrazio la maestra delle elementari che ha alimentato questa passione che poi è cresciuta gradatamente.



6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?

Un po' tutt'e due le cose.



7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?

Un buon 70%. Mi rifaccio sempre a ciò che vivo e ai miei stati d'animo.



8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?

La gente che ho incontrato durante il mio percorso di vita. Non c'è una persona in particolare che è stata centrale per la stesura dell'opera.



9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?

A nessuno.



10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’e-book?

Le generazioni cambiano. La tecnologia fa il suo corso. Rispetto il cambiamento ma preferisco l'odore della carta. Adoro sentirne il tatto e la consistenza.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Bisogna leggere. L'ascolto la riservo alla musica.

 

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Lunedì, 16 Gennaio 2017 | di @BookSprint Edizioni

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