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14 Gen
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Intervista all'autore - G. G. Amelia Romeo

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?

Scrivere per me è un moto dell’animo, è un far uscire ciò che vive dentro il proprio io. Si potrebbe persino dire che scrivere è quasi un dare ordine a ciò che poteva altrimenti rimanere confuso e non ben definito; e, parimenti, è un proiettare e far conoscere agli altri i moti dell’animo inespressi. Per conseguenza scrivere significa così ritrovarsi in sintonia con tutte le creature e con tutto il creato; è un riconoscersi nell'altro, in quello che sta accanto come in quello che è, o appare, più distante; è, in definitiva, un essere partecipe dei sentimenti, delle emozioni, del modo di pensare, del modo di essere di ogni creatura; ed anche se non tutto si condivide dell’altro, - poiché in tutti i moti dell’animo sono molteplici, variegati e mutevoli del continuo – “tutto” si comprende in moto empatico.




2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?

Questo libro è un romanzo in versi, - in versi perché è tipico della poesia il potere di mitigare e di addolcire anche le più grandi devastazioni dell’animo. Il libro è la storia di quasi una vita, è il percorso della mia vita fino a questo momento, colto chiaramente nei suoi momenti salienti. Le poesie, che lo caratterizzano, sono state scritte nel corso degli anni, magari solo come appunti, come versi buttati in fretta su un’agenda, quasi per il bisogno di dover scaricare un’emozione troppo grande per essere altrimenti elaborata.



3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.

Scrivere quest’opera è stato come rivedere un vecchio film e, parimenti, è stato un farsi rigenerare da esso. Attraverso questa storia ho ripercorso tutto l’itinerario della mia esistenza, ho rivissuto così le svolte che mi hanno portata in direzioni diverse rispetto a quelle di prima e, soprattutto, ho visualizzato i punti di forza e insieme quelli di debolezza.



4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?

Ho immediatamente trovato il titolo e il sottotitolo, non ho avuto alcun dubbio sulla scelta, sapendo bene quello che volevo trasmettere per mezzo di esso.



5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?

Tra gli autori relativamente recenti ho amato Italo Calvino, Eduardo De Filippo, Eugenio Montale, Dacia Maraini…. In un’ipotetica isola deserta mi terrebbero certamente buona compagnia…. Ma, oggi, dopo tante letture, c’è un solo libro del quale non potrei fare a meno e dal quale trarrei sicura forza: la Sacra Bibbia.



6. E-book o cartaceo?

Oggi, nell'epoca digitale, non si può prescindere dall'e-book, ma è pur necessario il cartaceo. C’è ancora qualcuno, e non solo tra i più avanti in età, che ama raccogliersi, nei momenti di relax, con un buon libro in mano, con un testo in grado di trasmettere emozioni e di far sognare.

 



7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?

Non so se esiste un momento o una condizione che lo determina. So, invece, che ci sono delle “realtà” che sono dentro di noi fin dalla nascita, che fanno parte del nostro essere più intimo. Io credo che l’uomo, in fondo, crescendo sceglie solo come rapportarci al mondo che lo circonda sulla base della realtà che già vive dentro di lui. Mi pare utile mettere in evidenza che ciò che mi ha sempre spinta a scrivere e, in genere, ad operare nel settore artistico - ovviamente ovunque ho avuto la possibilità pratica di poter operare - è ascrivibile ad un’estrema curiosità rivolta sia verso la natura umana, sia verso tutto quello che la circonda, uniti al desiderio di indagare nel profondo le ragioni di ogni cosa, degli eventi e delle circostanze e altro. Per questa motivo, in passato, ho amato anche la ricerca e ho scritto anche un saggio di storia contemporanea “La stagione costituente in Italia (1943-47), 1992, Milano, Franco Angeli“, che oggi si può trovare in tutte le università e non solo del nostro paese. Ho realizzato, prima e dopo, altre pubblicazioni e articoli di ogni tipo, come si può leggere nella mia biografia in calce a questo libro.



8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?

Il pensare all'idea di questo libro mi riempie di gioia e di trepidazione assieme. In fondo l’idea di pubblicare la raccolta di poesie posso considerarla, più che altro, solo come una “rivelazione” divina, le cui modalità non credo di dover render pubbliche. All'epoca, avevo difficoltà a vedere nella poesia proposta alla pubblica lettura un modo per esprimersi configurabile, in qualche maniera, come nuovo o diverso rispetto al già detto e al già ampiamente conosciuto. Senza l’input di quel momento, non avrei certo trovato mai il coraggio di pubblicare questa raccolta di versi. Solo mia, invece, è l’idea di realizzare un romanzo in versi, anche se l’idea, in fondo, è venuta da se’. La raccolta dei versi, assieme alle foto dei miei quadri prodotti nel tempo, man mano che prendevano corpo in un testo ben definito, non facevano altro che ripercorrere sostanzialmente le tappe salienti della mia esistenza.



9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?

È certo un’emozione che avverto ancora più forte nel prendere anche atto che ho fatto bene a seguire ciò che mi è stato rivelato. È entusiasmante, in sostanza, il ritrovarsi in armonia fra quanto ho scritto e ciò che ho avvertito e avverto pulsare dentro il mio animo, con un modo di proporsi “in versi” fluido e senza giri di parole che spero il lettore possa cogliere e gradire.



10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?

Alcuni spezzoni del testo e qualche poesia li hanno letti, nel tempo, persone della mia famiglia. In modo particolareggiato l’opera è stata letta dalle persone che hanno realizzato le prefazioni: Loreley Rosita Borruto, presidente del Centro Internazionale Scrittori della Calabra - CIS e Clelia Montella Mazzi, giornalista-pubblicista-scrittrice. Si tratta di due donne avvezze alla poesia, sia per l’impegno personale che per l’opera di divulgazione delle opere altrui; donne che, in questa circostanza, colgo l’occasione per ringraziare pubblicamente e di cuore.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Trovo molto interessante questo modo di presentare le opere. Specialmente la poesia, - difficile, oggi, da far entrare nel comune quotidiano - credo che abbia maggiore possibilità di essere diffusa e conosciuta con questo mezzo, che emula in fondo la canzone musicata, alla quale spesso - come ben sappiamo - suggerisce le parole. Oggi, nell'epoca del “tempo breve”, dato che appunto c’è poco tempo per ogni cosa, si finisce per ascoltare frettolosamente di tutto e il riuscire a inserire in questo “tutto” l’ascolto di qualcosa che fa bene all'animo è certo un fatto che non può che fare nascere sentimenti e fatti positivi.

 

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