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BookSprint Edizioni Blog

11 Gen
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Intervista all'autore - Massimo Campaci

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?

È un momento importante di dialogo con me stesso circa gli avvenimenti del quotidiano traslati a temi più vasti. Fermando con le parole stati d'animo, emozioni, percezioni e sogni...si sospende il tempo. Avere la possibilità di bloccare in un istante, il caleidoscopio di essenza che ci investe, con la possibilità di riaffrontarlo/viverlo/leggerlo/percepirlo in seguito, con altre emozioni dentro, con altra vita alle spalle e sogni ancor più vasti dinnanzi...non ha paragoni.




2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?

Tutto! Le emozioni e i sentimenti provati vengono affrescati nelle parole e nel loro ritmo. Non potrei mai scrivere versi, su qualcosa che non mi appartiene, che non mi ha percorso o attraversato! La poesia è intimità che con timidi tentativi si cerca di esternare, non può esserci intimità per qualcosa che non viviamo.



3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.

È un diario emozionale... credo abbia più valore la rilettura un domani, che la stesura oggi.



4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?

È venuto spontaneo. Una delle poesie si intitola appunto "Accendo l'Ultima", e ben rappresenta il momento ultimo della giornata, dove si raccolgono le idee, si ripercorrono gli eventi della giornata e ciò che ci hanno fatto provare, si fanno pensieri verso il domani... fumando l'ultima sigaretta prima di andare a letto. Un splendida ala, sotto la quale far dimorare i miei versi...



5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?

Ce ne sono molti che porterei con me e di diversissimi. Non ho un libro del cuore, o uno scrittore preferito. Se proprio dovessi fare una scelta, allora opterei per qualcosa di non impegnativo o triste ma che per aspetti eterogenei mi hanno coinvolto/divertito/impressionato: "ecstasy" di Irvine Welsh, "La prosivendola" di Daniel Pennac, "Cadavere Squisito" di Poppy Z. Brite, "L'ombra del vento" di Carlos luis Zafon, "Educazione di una canaglia" di Edwaurd Bunker, "Educazione Siberiana" di Nicolai Lilin... di poesia forse porterei con me l'antologica di "Wisława Szymborska".



6. E-book o cartaceo?

Non farei l'aut aut tra i due mezzi...perché dovrei?



7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?

Ci sto ancora pensando.



8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?

Credo che i colori percepiti in un dato periodo, debbano essere contestualizzati e circoscritti. L'esigenza di "determinare" non solo temporalmente, ma anche come maturità emozionale un tratto di tempo, di vita, sia indispensabile. Un domani, si potrà riassaporare quel periodo, con altri battiti di cuore...di colori diversi, più o meno intensi, più o meno squillanti o saturi, più o meno vividi...ma comunque Nostri!



9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?

È una bella emozione! In un certo senso, sembra che la sensibilità considerata solo ed esclusivamente propria e personale, diventi riconoscibile e globale. È come urlare di notte al buio, e scoprire che c'è chi è disposto ad ascoltare quel grido, e ci si riconosce.



10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?

Oltre a me? Eheheh...



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

È una frontiera che devo attraversare senza preconcetti... c'è tempo!

 

 

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