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02 Lug
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Intervista all'autore - Andrea Aromatisi

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?

Mi chiamo Andrea Aromatisi. Sono nato a Lecco, dove ho lavorato per 11 anni come educatore in strutture educative del lecchese. Da quasi 4 anni sono sposato con mia moglie Daniela e da quel momento la nostra vita insieme ha iniziato una nuova fase. Infatti abbiamo iniziato a viaggiare in varie parti del mondo, avendo la possibilità di lavorare insieme. Prima in Australia, poi in Perù e ora nuovamente in Australia. Scrivo da parecchi anni. Inizialmente, fino a qualche anno fa, i miei pensieri e le mie idee le mettevo in musica. Ho cantato per 15 anni in una band, ed ora questa mia voglia di raccontare il mondo la rendo viva attraverso la scrittura.




2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?

Porto sempre con me un quaderno sul quale appuntarmi riflessioni e spunti creativi. Ora mi trovo in Australia per lavoro insieme a mia moglie e il posto che prediligo è l'oceano. Quando sono in Italia mi piace molto entrare nei boschi o in montagna. Abbiamo una baita in Valcodera, una valle che amo vicino a casa dove viviamo e mi ritiro spesso a scrivere. Mi piacciono i luoghi remoti ed isolati dove l'essenza trova respiro.



3. Il suo autore contemporaneo preferito?

Carlo Rovelli, Vittorio Marchi, Luis Sepulveda e James Redfield.



4. Perché è nata la sua opera?

Petra e il Frangipane” è nata a cavallo tra la foresta amazzonica peruviana, la Valcodera in Italia e l'Australia. L'incontro con le culture native delle amazzoni e gli aborigeni australiani hanno lasciato un segno indelebile nelle mia vita e nella mia visione del mondo. Petra nasce dal desiderio di raccontare un mondo reale nascosto e remoto che vive ma necessita di trovare nuovo respiro. Questa realtà fa parte di ognuno di noi ed ha bisogno di essere riportata alla luce. Il legame con la Madre Terra e il sentirsi parte attiva è un'esigenza primaria. Sentirsi parte del mondo e dell''Universo sono una necessità primarie per trovare il senso profondo del nostro essere qui su questo pianeta. Tutte le culture native vivono questo e non hanno leggi per tutelare l'ambiente ma se ne prendono cura spontaneamente. Sanno bene che tutto ciò che accade alla Madre Terra ricade sui suoi figli. In questa ottica il rispetto diventa il denominatore comune che delinea le azioni condivise da tutti. “Petra e il Frangipane” nasce dall'esigenza di trasmettere un messaggio che arrivi al cuore dell'uomo.



5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?

Non più di tanto. Sono uscito dal mio contesto sociale e culturale per trovare ispirazione. Mi sono lanciato in una realtà del tutto nuova e sorprendente.



6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?

Scrivere è un modo per connettermi alla fonte della realtà. Mi piace trasportare messaggi e propagarli.



7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?

Molto. Quello che scrivo è parte attiva di quello che sono. Le due cose non possono essere scisse. Qualsiasi forma artistica è una rappresentazione profonda di ciò che è legato al proprio essere.



8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?

L'incontro con la pianta del Frangipane, i suoi fiori colorati e le sue note sensoriali. Tutte le culture native che ho avuto l'onore di incontrare nel mio percorso di vita.



9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?

Al mio maestro delle scuole elementari il maestro Dario. Lui mi ha aiutato a revisionare il testo ed a renderlo fluido. Sono molto felice di questo e il suo supporto è stato fondamentale per la buona riuscita dell'opera.



10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’e-book?

Io sono molto affezionato al libro cartaceo. Mi piace molto leggerlo, sottolinearlo, rileggerlo, viverlo, sentirne il profumo gustarmelo e godermelo tutto. Se dipendesse da me l'e-book non avrebbe futuro....ahahahah!!!!



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Credo che possa essere una buona idea. Mi sembra una frontiera tutta da esplorare. Mi rimanda subito alle antiche tradizioni orali di tramandare messaggi e contenuti importanti con il fine anche di piacevole intrattenimento. La culture native si fondavano appunto sulla narrazione orale delle storie. Perché non ricominciare a considerare questa direzione? Mi piacerebbe molto fare un audiolibro di “Petra e il Frangipane”.

 


 

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Lunedì, 04 Luglio 2016 | di @BookSprint Edizioni

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