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12 Apr
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Intervista all'autore - Renzo Maggiore

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?

È una vocazione. Ho sempre scritto fra temi, lettere (quando ancora si scriveva a mano), articoli giornalistici e poi poesie, pensieri, canzoni... Ogni emozione è buona perché nel momento in cui ci emozioniamo siamo per forza di cose autentici. Nel mio caso, trasformare in parole le emozioni e le intuizioni è un processo naturale. Negli ultimi anni, quasi sempre gli scritti poetici partono dall'estasi, dalla gioia per la bellezza, l'armonia, l'affetto, l'unità... I pensieri invece riguardano maggiormente il rapporto con la società, i valori e l'evoluzione dell'uomo.



2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?

Tantissimo perché è stato camminando nella realtà della Natura e della città di Roma che è nata spontaneamente questa raccolta di racconti poetici. È un insieme di visioni, sensazioni, considerazioni, studi storici condensati in una sorta di diario che abbraccia un arco temporale di circa un anno.




3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.

Quest'opera mi ha aiutato ad ambientarmi nella nuova realtà (mi sono da poco trasferito da Trieste) entrando velocemente in armonia con l'energia del Centro Sud e con la vivida e imponente storia della capitale. Non ho ricercato particolari significati: come sempre, la scrittura - e l'Arte in genere - fissano luoghi, momenti magici in cui tutto sembra fatto apposta per far nascere poesia da poesia. Lo scrittore è sempre zen nel momento in cui sa cogliere la magia dell'attimo.



4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?

Il titolo è più lungo rispetto a quelli degli altri miei libri perché mi sembrava più complesso sintetizzare il senso e la modalità della raccolta. "Diario di un poeta zen a passeggio per Roma" fa capire di che si tratta abbastanza chiaramente e nel contempo spero incuriosisca i lettori, specialmente quelli romani: che ne penserà mai un triestino de Roma?



5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?

A parte i miei libri, porterei "Autobiografia di uno yogi" di Paramahansa Yogananda perché se l'isola fosse davvero deserta non mi resterebbe che dedicarmi alla comunicazione con Dio.



6. E-book o cartaceo?

Cartaceo, perché il fascino della carta stampata è impossibile da sostituire; tuttavia l'e-book ha i suoi vantaggi perché è più economico e può arrivare nel mondo con più facilità e immediatezza. Bisogna essere aperti alle innovazioni.



7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?

Non ho deciso di intraprendere la carriera di scrittore: semplicemente scrivo tanto e sento il bisogno di condividere ciò che scrivo. Oltre a questo, so che tanti miei scritti possono risultare utili alla comprensione dei processi emozionali, alla conoscenza e all'approfondimento della spiritualità, senza contare l'importanza dei manuali di formazione e i lavori di saggistica, costruiti appositamente per l'unica vera e lunga carriera che ho fatto per ora nella mia vita: quella di Formatore e Consulente. La sfida qui a Roma è di vivere con la mia arte.



8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?

Nasce camminando, percorrendo inizialmente l'Appia Antica dove ho vissuto per dieci mesi: tanta natura, parchi, animali... Poi mi sono spostato verso il centro (a Tiburtina) immergendomi così nel nucleo della capitale. Dove scorgo bellezza, mi fermo ad ammirare e provo il brivido di vivere il presente; poi lo racconto in versi. Nella prima parte della raccolta, vi sono diversi incontri ravvicinati con varie specie animali, tanto che il lettore può esser portato a pensare: ma questo viveva in campagna o per davvero in una metropoli?



9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?

Si prova sempre una grande emozione perché dietro c'è un percorso di vita e di fatica dell'autore, ma anche di tante persone che poi lavorano sul libro a livello di redazione, di grafica, di correzione bozze; senza contare quello che succede dopo... A tal proposito sento di ringraziare Cristian Pesenti per la convincente e raffinata immagine di copertina, Daniele e Gerarda di Booksprint per la pazienza e la professionalità.



10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?

È stato mio padre, Abele, che l'ha apprezzato fin da subito. Poi un carissimo amico musicista che ha contribuito al miglioramento di alcuni versi ma che non vuole esser citato.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Non l'ho ancora sperimentata, quindi non mi posso pronunciare più di tanto. Certo, ogni canale è buono pur di far arrivare le poesia a più persone possibile.  


 

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Martedì, 19 Aprile 2016 | di @BookSprint Edizioni

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