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26 Mar
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Intervista all'autore - Giovanni Contursi

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?

Sono un medico e mi sento cittadino del mondo. Amo Napoli, i napoletani e la loro filosofia. Ho svolto e svolgo un'intensa attività culturale nell'ambito storico-artistico. Ho sempre ammirato ed apprezzato la figura dello scrittore. Ho pubblicato, tra l'altro, numerosi saggi e racconti ma nel mondo della narrativa sono entrato solo da pochi anni.



2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?

Praticamente sempre, in particolare quando mi sento ispirato. Anche la notte, improvvisamente nel sonno, mi capita di alzarmi dal letto per rivedere ed approfondire il mio lavoro.

 



3. Il suo autore contemporaneo preferito?

Oriana Fallaci e Tiziano Terzani, due scrittori, giornalisti e viaggiatori, profondi conoscitori del mondo, entrambi morti di recente.



4. Perché è nata la sua opera?

Sono un appassionato di viaggi. Per me viaggiare è sinonimo di cultura. Viaggiare è una scuola di umiltà. Viaggiare significa vivere. Nel mio ultimo romanzo racconto con passione, con amore e con gusto la mia avventura, attraversando il Nord Europa, per raggiungere Nordkapp con un gruppo di amici.



5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?

La mia professione di medico e di operatore culturale mi hanno consentito di ampliare il mondo delle mie conoscenze e migliorare la mia formazione letteraria.



6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?

È stato, sicuramente, un modo entusiasmante di raccontare la realtà.



7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?

Ogni autore trasferisce qualcosa di se stesso in quello che scrive.



8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?

Ho concesso ad uno dei personaggi del romanzo, a cui sono stato molto legato, di effettuare un viaggio virtuale, affascinante, che era stato sempre per lei un grande sogno.



9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?

Sono stato io a leggere ad alta voce il mio romanzo a mia figlia.



10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’e-book?

Il libro digitale è di grande utilità per i numerosi vantaggi che può offrire. Non mi è congeniale, ma l'apprezzo. È sicuramente una grande conquista tecnologica ma fondamentalmente più apprezzata dai giovani meno legati a schemi tradizionali.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

La registrazione audio di un libro, letto ad alta voce, è un'opera molto valida. Basta pensare al grande beneficio che possono ottenere i portatori di handicap della vista e persone affette da altre patologie che rendono difficile la lettura di un libro. Anche i bambini possono trarre la loro parte di beneficio dall'ascolto della lettura di un libro.



 

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