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19 Feb
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Intervista all'autore - Efisio Meli

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto?

Mi chiamo Meli Efisio e sono nato il 21-07-1940 a Sili, in provincia di Oristano, quarta provincia della Sardegna. Figlio di Giovanni e di Porru Maria, nati entrambi nel 1910 a Sili. Mio fratello Maggiore, Francesco, professore di lettere e italiano, insegnava al Liceo Classico Del Castro ad Oristano. Una delle mie sorelle, Maria è suora del Sacro Costato è chiamata Suor Maria Fidelis. L’altra mia sorella, si chiama Bona è sposata e a due figlie. Io Efisio, a mala voglia, ho frequentato le scuole elementari. Io preferivo lavorare più tosto di andare a scuola. Oggigiorno, sono cosciente di aver sbagliato, ma ormai è troppo tardi. Dopo essermi congedato dal servizio militare, mi sono trasferito a Milano fino alla fine del 1964, svolgendo il lavoro di muratore, un periodo da non dimenticare. Nel febbraio del 1965 partii in Germania per trascorrere due settimane di ferie, guarda caso dopo cinquanta anni mi trovo ancora in Germania. Non potrei mai dimenticare le difficoltà avute nei primi periodi. Ho dovuto combattere con il freddo, a volte fino a venticinque gradi sotto zero. Quanto scritto sopra ha lo scopo di far riflettere sulle difficoltà sociali, umane e lavorative che un emigrato deve affrontare.

Mi ritengo fortunato di aver conosciuto una bellissima signora di nome Rita con la quale il 2 Giugno 1967 mi sono sposato e abbiamo messo al mondo due figli: Pier Paolo e Alexandra. Nell’agosto del 1983, a causa di un incidente stradale persi mia moglie. Non fu facile per me gestire i miei figli, il ragazzo aveva sedici anni e la ragazza solo tredici. Nel 1987 conobbi un’altra donna e andai a vivere in casa sua, lasciando i miei figli a casa di mia suocera. Dopo tredici anni di convivenza, purtroppo a causa dell’orribile malattia chiamata cancro, venne a mancare anche lei. Ancora una volta mi trovai solo, senza sapere come trascorrere il mio tempo libero, che era tanto in quanto ero pensionato. Non potevo andare avanti in quel modo, la noia era veramente tanta! Per un po’ di tempo feci una vita spensierata. Potrei permettermi di farla ancora, ma mi sono reso conto che ci sono altri modi per trascorrere il tempo. Ho iniziato a scrivere e prestare aiuto a persone bisognose; non appartengo ad un’associazione di volontariato ma ciò che faccio è anche per mio benessere interiore. Di certo la volontà di scrivere non mi manca, spero che il Signore mi dia ancora tempo per scrivere ancora.



2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?

Io consiglierei i dieci comandamenti, il perché per un adolescente è necessario conoscere i dieci comandamenti, senz’altro da adulto gli saranno d’aiuto.



3. Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ e-book?

È un peccato la perdita del cartaceo, io penso che oggi giorno siamo diventati troppo pigri, ecco il perché della crescita dell’e-book.



4. La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?

La scrittura per me è stato un amore ponderato.



5. Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?

Lo stimolo di aver scritto questo libro c’è stato dopo aver conosciuto la storia di Milena, come e quando lei è stata costretta a fare la prostituta.



6. Quale messaggio vuole inviare al lettore?

Il mio messaggio ai lettori è quello di far sapere che i mie scritti sono pieni di vita a tratti un po’ piccanti ma non scandalosi, perciò invito loro a leggere i miei scritti augurando una buona lettura.



7. La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccolo o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?

Non ho mai pensato a scrivere un libro, per la prima volta nell’anno duemila sette. Ora tra i miei più grandi desideri avevo quello di scrivere le mie memorie, perché i miei figli possano conoscere i sacrifici che ho avuto, comprendere quanto sia stata dura la mia vita e magari fare tesoro di tale esperienza. Il titolo del mio primo libro (ricordi di un Italiano emigrato in Germania), avendo tempo e piacere alla scrittura o continuato a scrivere, il titolo del secondo libro (La mia amatissima Sardegna), continuando scrissi il terzo, (Jonathan il Francese), Numero quattro (non Posso dimenticare), quinto, (incredibile ma vero),ed infine Numero sei (Maledetto quel giorno). Nel Corso della mia vita mi sono dedicato a scrivere.



8. C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?

Un episodio abbastanza forte che non potrò mai dimenticare di questo mio scritto è stato quello di aver assistito al matrimonio di Milena e Leonardo, vedere la loro felicità e i ringraziamenti che ho avuto di queste due persone mi ha commosso. Ricordo anche con piacere il tempo trascorso con la simpaticissima signora Agnese.



9. Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?

Come avrei potuto, un racconto così interessante non portarlo a termine, una cosa che io comincio, non la lascio a meta strada.



10. Il suo autore del passato preferito?

Non ho avuto un passato autore e nemmeno un presente, non mai avuto il tempo di leggere un romanzo, ho sempre lavorato come un dannato.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Se posso dir la mia, preferisco l’ audiovisivo almeno mi permette di udire e contemporaneamente anche vedere.





 

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Venerdì, 19 Febbraio 2016 | di @BookSprint Edizioni

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