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BookSprint Edizioni Blog

09 Gen
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Intervista all'autore - Augusto Gaspari Pellei

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto?

Sono nato a Potenza. Mio padre, marchigiano DOC, nato a Montegiorgio di Ascoli Piceno, era del Corpo Forestale ed era in Basilicata per il rimboschimento. Si innamorò e si sposò con mia madre che era impiegata presso il PRA di Potenza. Credo che si conobbero per l'immatricolazione della moto Harley Davidson di mio padre. Ho ricordi sbiaditi di questa mia prima infanzia perché dopo appena tre anni la mia famiglia si trasferì in Assisi per poi spostarsi, dopo altri tre anni circa, ad Ancona. Quindi posso dire di rammentare bene il periodo umbro e quello marchigiano, senza però negare l'influsso e l'anima meridionale trasmessami da mia madre e da mia nonna materna vissuta con noi sino alla sua morte. Il resto della crescita è senza dubbio marchigiano, in questa regione vivo ancor oggi e mi ci trovo bene.




 2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?

 


È una domanda difficile. Io ho iniziato con Jules Verne, ma capisco che i tempi sono veramente diversi. Francamente non sono all'altezza di dare consigli che ritengo troppo legati al mio passato. Dico che una lettura ottima è il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa ma perché io l'amo e capisco che non si adatta a un ragazzo di oggi. Ma nel ginepraio dei tanti autori recenti non ho scelta serena. Devo riferirmi ad un altro grande che è Goffredo Parise e forse il suo, Prete bello, dovrebbe piacere anche ad un adolescente di oggi. Ma non sono più aggiornato e quindi inadatto a consigliare.



3. Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ e-book?

Perdita? Non me ne sono accorto, me lo state dicendo voi che siete esperti. Credo che non sia una moda che passi. Ritengo che la vita futura si basi sempre più su sistemi innovativi, ma il libro cartaceo non morirà, anzi prevedo un suo forte incremento che avverrà proprio perché trascinato dal libro elettronico che non potrà dare la stessa emozione di lettura.



4. La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?

Può nascere come un colpo di fulmine. Ma finisce, ritengo sia un amore molto ponderato.



5. Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?

Una serie di circostanze legate a viaggi e incontri con persone che mi hanno dato indizi e racconti.



6. Quale messaggio vuole inviare al lettore?

Di perseverare e non arrendersi mai.



7. La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccolo o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?

Era tra i vari sogni nel cassetto. Appena ho potuto ho cercato di realizzarlo. È una frase fatta ma non è mai troppo tardi.



8. C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?

No, non ho episodi del genere.



9. Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?

Si centinaia di volte.



10. Il suo autore del passato preferito?

Ce ne sono troppi. Da Hemingway a Steinbeck da Fogazzaro a Stendhal, da De Sanctis a Tomasi da Gadda a Parise come faccio a scegliere? Forse sarò fuori da ogni schema ma mi piace ultimamente leggere “I Promessi Sposi” e le poesie di D 'Annunzio. Ma non posso dimenticare Hugo, Dumas (padre e figlio), Ardengo Soffici e Papini e poi Levi e la Ginzburg,e Verne e Cronin. No, non ho un autore preferito, li amo tutti.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Non la conosco.



 

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Lunedì, 11 Gennaio 2016 | di @BookSprint Edizioni

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