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BookSprint Edizioni Blog

02 Dic
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Intervista all'autore - Rose D.

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto?

Sono nata a Foggia, dopo ventisei giorni con i miei genitori mi sono trasferita a Milano dove ho vissuto, studiato e lavorato. Da venticinque anni vivo in provincia di Cremona con mio marito ed i miei figli.



2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?

“Il mondo di Sofia” di Gaarder, “Il buio oltre la siepe” di Lee, “I miserabili” di Hugo.




3. Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ e-book?

Amo il cartaceo, penso che nel nostro secolo l'e-book sia una bellissima innovazione. La sensazione di sfogliare le pagine di un libro ha per me qualcosa di impagabile.



4. La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?

Un amore ponderato.



5. Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?

Vedere i sacrifici che fanno tanti ragazzi per praticare sport, pur sapendo che la maggior parte di loro non diventerà mai un campione. L'amore per il gioco del calcio che ho avuto fin da piccolissima. L'amore per la mia Patria, l'Italia. Credere che ogni uomo debba assolutamente rispettare le idee di un altro anche se non sono le proprie e che questo debba essere reciproco.



6. Quale messaggio vuole inviare al lettore?

Una frase che c'è nel libro:"C'è sempre una speranza".Mai arrendersi, mai smettere di lottare se si crede in qualcosa.



7. La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccolo o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?

È arrivata pian piano nel corso della mia vita.



8. C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?

All'inizio il libro era una favoletta per bambini, la domenica dopo il crollo delle Twin Towers a New York, seduta sugli spalti di uno stadio ho pensato ad un mondo futuristico senza libertà, dove giocare a calcio non sarebbe stato consentito e da qui ha preso l'avvio la storia, guardando quei giovani ragazzi in campo disputare una partita come se fosse la finale della Coppa del Mondo. Erano liberi di esprimere ognuno col proprio talento personale un' alchimia di gruppo, in modo che ognuno fosse a servizio degli altri per lottare, vincere ed essere una squadra. Non si costruisce nulla da soli, questo è uno degli insegnamenti che ci viene dato dal gioco del calcio.



9. Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?

No, mai.

 



10. Il suo autore del passato preferito?

Non ho una classifica, ne cito qualcuno: Alessandro Manzoni, Victor Hugo, Shakespeare.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Una cosa nuova, interessante per tutti



 

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Mercoledì, 02 Dicembre 2015 | di @BookSprint Edizioni

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