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28 Ott
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Intervista agli autori - Anna Rita Granieri Gabriella De Scisciolo

ANNA RITA GARINERI

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?

Salve, sono Anna Rita Granieri, sono nata Corato, in provincia di Bari e vivo attualmente a Lonato d/Garda, in provincia di Brescia. Dopo aver vissuto ben 10 anni in Trentino, mi sono trasferita a Lonato per motivi di lavoro di mio marito. Svolgo l'attività di traduttrice/interprete giurata presso il Tribunale di Brescia e tengo anche corsi di lingua straniera, essendo laureata in lingue (inglese, tedesco, francese e spagnolo) e diplomata come interprete parlamentare. Ho due splendide figlie, Viviana e Letizia, che adoro e che hanno rispettivamente 18 e 13 anni. Ho iniziato a dedicarmi alla scrittura, (prima di poesie-saggi brevi, poi di racconti ed infine di un romanzo) circa due anni fa, in seguito all'incontro con una mia carissima amica di liceo, Bice, che mi ha fornito sia l'input che l'ispirazione alla scrittura.

Scrivo, in particolare, per universalizzare, in forma di prosa poetica e di prosa ironica, le più importanti tematiche sociali di pregnante attualità e per uscire dal silenzio delle immagini, di internet e delle riviste patinate che stanno attualmente allontanando l'uomo e la donna dalla loro innata capacità e desiderio di SENTIRE e PROVARE EMOZIONI.



2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?

Il momento ideale per dedicarmi alla scrittura è esattamente la mattina, quando tutti i miei cari sono a scuola ed al lavoro e riesco ad ottenere la concentrazione necessaria a poter scrivere senza essere continuamente chiamata in soccorso per lo svolgimento dei compiti o per cucinare qualche manicaretto...



3. Il suo autore contemporaneo preferito?

Adoro romanzieri, come Susanna Tamaro, Oriana Fallaci, Massimo Gramellini, oltre che autori della letteratura russa, come Eugenia Ginzburg, nonché saggisti come Beppe Severgnini, Francesco Alberoni, Erich Fromm, Raffaele Morelli.



4. Perché è nata la sua opera?

La mia ultima opera, che corrisponde al mio primo romanzo, è nata in seguito ad un evento molto triste: la morte, dovuta al cancro, della mia seconda madre, Giuseppina, a cui io e tutta la mia famiglia eravamo tanto legati e che abbiamo fatto di tutto, ma invano, per sottrarre alla morte, giunta poi inevitabile.



5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?

Il contesto sociale in cui vivo ed ho vissuto ha influito notevolmente nella mia formazione letteraria. È proprio per questo che il mio scrivere è totalmente "imbevuto" di sociale e di pregnante attualità, perché ho iniziato dedicando il mio scrivere proprio agli ultimi, agli emarginati, ai sofferenti, ai migranti, ai giovani disoccupati, alle donne vittime di soprusi ed angherie, ai disabili, ai verghiani "vinti", in una parola.



6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?

Scrivere rappresenta, come ho appena affermato e ribadito, un modo per raccontare la realtà contemporanea in tutte le sue poliedriche sfumature, in modo oggettivo, talvolta crudo e pungente, ma non senza l'aggiunta di un briciolo di ironia e di prospettive ottimistiche, che emergono a conclusione di ogni mio scritto.



7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?

In ciò che io ho scritto c'è puntualmente moltissimo di me, del mio vissuto pregresso, della mia sofferta adolescenza, dovuta alla perdita prematura di mia madre Grazia e ad un rapporto costantemente conflittuale con un padre padrone e non solo... Considero, infatti, l'obiettivo finale del mio scrivere, ricco di metafore e similitudini, quello della presa di coscienza e della denunzia di eventi subiti e di esperienze per lo più negative con cui ci si è confrontati nel corso dell'esistenza. Ne sono testimonianze i miei due libri precedenti, rispettivamente intitolati: "Sulla mai pelle, tra Amore e denuncia ribelle" e "Mujer, chiaroscuri al femminile", due opere a sfondo sociale e di denuncia decisa nei confronti di quanto noi, sia donne che uomini, quotidianamente abbiamo a sopportare e spesso a subire nel corso della nostra esistenza.



8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?

Per la stesura della mia opera devo ringraziare sia la mia musa ispiratrice, in questo caso, mia madre Giuseppina ed i suoi eventi di vita, nonché mia figlia Viviana che ha realizzato integralmente il fantastico disegno della copertina, mio marito Alfredo che mi ha supportata nell'impaginazione del libro e, non per ultimo, l'intero validissimo e celere staff della Casa Editrice Booksprint.



9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?

L'ho fatto leggere per prima alla mia carissima amica, compagna di liceo, nonché mia valida collega scrittrice Gabriella De Scisciolo, la quale ha collaborato con me nella stesura del nostro primo e, si spera, "successful" romanzo.



10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’e-book?

No, secondo me il libro tradizionale, quello cartaceo, nel suo sfogliarlo, leggerlo, tenerlo in stand-by, nel procurandogli delle "orecchie" per ricordarsi la pagina da dove riprenderne la lettura, posandolo sul comodino, dopo la lettura appunto di qualche sua pagina, avrà sempre la meglio, nei tempi anche futuri sull'e-book, essendo quest'ultimo una forma molto più tecnologicamente fredda e distaccata rispetto al nobile ed intramontabile libro cartaceo!



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Penso che rappresenti una valida alternativa alla lettura per i non vedenti principalmente, per permettere loro di fruire del contenuto e della trama del libro in modo più autonomo e disinvolto. L'audiolibro potrebbe anche costituire una novità per gli studenti per facilitare loro la lettura di argomenti di studio scolastico e per favorirne anche la memorizzazione, oltre che essere uno strumento più gradevole, rispetto al libro tradizionale, per gli allievi della scuola primaria, sempre a caccia di novità e di semplificazioni per raggiungere l'apprendimento in un'era così tecnologicamente progredita.




GABRIELLA DE SCISCIOLO


1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?

Sono nata a Bari ma vivo da circa 30 anni a Merano, Alto Adige, dove insegno italiano lingua 2 in un liceo. Ho iniziato a scrivere per caso articoli per un giornalino e ho scoperto che scrivere mi piace.



2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?

Non c'è un momento preciso. Il tempo lo ritaglio dai miei impegni di lavoro e dalle incombenze quotidiane.



3. Il suo autore contemporaneo preferito?

Süsskind, Montalbano, Lucarelli.



4. Perché è nata la sua opera?

È nata da un accordo.



5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?

Molto.



6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?

Un modo per raccontare il vissuto.



7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?

Molto.



8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?

La mia amica Anna Rita coautrice di questa opera



9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?

Alcune pagine a mio fratello.



10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’e-book?

Non è detto…



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Comodo ma preferisco il cartaceo: si può sottolineare, rileggere, copiare.


 

 

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Mercoledì, 28 Ottobre 2015 | di @BookSprint Edizioni

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