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21 Set
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Intervista all'autore - Paola Bonanno

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?

Sono Paola Bonanno, vivo e insegno a Torino presso la Direzione Didattica P. Baricco. Sono nata a Palermo dove ho vissuto fino all'età di trent'anni, completando anche gli studi universitari in Pedagogia, con orientamento socio-antropologico. Sempre a Palermo ho iniziato la mia esperienza lavorativa e professionale, lavorando negli ammortizzatori sociali per dieci anni, studiando auto sovvenzionandomi e prestando volontariato con i bambini socialmente svantaggiati e portatori di handicap. Ho deciso di iniziare a scrivere perché a lungo mi è stato suggerito di farlo da un amico speciale. Infatti, questa persona speciale ha sempre notato le doti creative che riversavo sul lavoro, dimostrando di essere a volte molto brava. La creatura più bella che ho creato è stato un progetto educativo con l'Avis di Torino.




2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?

Mi capita spesso di sedermi alla mia scrivania e dimenticare il tempo che passa. Però se dovessi trovare il mio angolo temporale direi la mattina presto.



3. Il suo autore contemporaneo preferito?

Le letture che continuo a preferire sono quelle proposte da S. M. Hornby o E.M. Delafield, cariche sempre di buon umorismo e sagace Ironia, però apprezzo anche i racconti sinceri di antropologi come E. Cuggino o i gialli di M. Augè.



4. Perché è nata la sua opera?

Ho solo raccolto un suggerimento, che ho apprezzato solo quando mi sono accorta che stavo creando con piacere.



5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?

È stato decisivo, direi.



6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?

Scrivere è tutto quello che voglio. È evasione, è gioia, è bellezza, è ansia, è malessere, è sentire dentro, ma è di più.



7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?

Se si allude al mio vissuto, direi poco. Ho solo prestato la mia identità professionale e in minima parte di vita vissuta trasformando la storia reale accaduta ad una coppia di amici.



8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?

Non in particolare. Ma ringrazio sempre la coppia di amici che mi hanno prestato la loro storia.



9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?

Ad Angelo. Uno dei miei fratelli.



10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’e-book?

L'e-book è una buona soluzione per chi non ha tempo di andare in libreria. Ma, in quanto anima romantica, il fascino rimane nel prodotto cartaceo. Vuoi mettere l'impatto con la copertina? Scoprire che anche il tatto ti rimanda delle sensazioni uniche che non accadono certo con l'e-book.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Ne sono soddisfatta. Al di là dell'importante inclusione del lettore ipovedente, ho potuto "leggerascoltare" “L'eleganza del riccio” con le interpretazioni di Anna Bonaiuto e Alba Rohrwacher. Subito le emozioni del teatro. Che Meraviglia!



 

 

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Lunedì, 21 Settembre 2015 | di @BookSprint Edizioni

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