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31 Lug
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Intervista all'autore - Stefania Piquereddu

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?

Quando scrivo, posso provare milioni di emozioni diverse, posso diventare chiunque, posso essere ciò che voglio ma, soprattutto, posso fuggire da una realtà che non mi piace.



2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?

Ciò che vive il protagonista del mio romanzo, rappresenta la speranza di trovare delle risposte razionali e concrete a tutte quelle domande che assillano il mio mondo. Vorrei avere il coraggio di mettermi in discussione come fa il protagonista.




3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.

Scrivere questa opera ha significato tanto per me; anche se in maniera indiretta, mi ha dato modo di capire che tipo di persona vorrei essere: odio l'indecisione ma, inevitabilmente, fa parte di me.



4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?

Il titolo è, semplicemente, il riassunto del sogno che ho fatto la notte prima di iniziare a scrivere la storia di Stefano.



5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?

In un'isola deserta, vorrei avere un libro con sole pagine bianche, nelle quali reinventare la storia della mia vita, non perché non abbia rispetto e piacere nel leggere storie di altri scrittori, ma perché, l'isola deserta, per me, rappresenta la possibilità di azzerare e ricominciare una vita intera.



6. E-book o cartaceo?

Cartaceo per sempre: angoli spiegazzati, appunti al margine delle pagine, fruscio della carta.



7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?

Ho sempre scritto, fin da bambina, ho sempre tenuto un diario, ma non per trascrivere avvenimenti reali, del quotidiano, ma per rifugiarmi in un mondo fantastico, nel quale mi rifugio tuttora, lontano dalla realtà.



8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?

Questo libro è nato in seguito al mio enorme desiderio di poter tornare indietro nel tempo, cambiare la mia storia, prendere decisioni e strade diverse.



9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?

Quando ho avuto tra le mani la prima copia, ho pianto così tanto da sentire il salato delle mie lacrime in gola: ho raggiunto un traguardo che, al di là del risultato globale, nessuno potrà mai negare la sua esistenza, quindi neanche la mia!



10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?

Giannino, il mio compagno d'avventura!

 




11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Non saprei che dire, preferisco leggere e immaginare le voci dei protagonisti o narratori.


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