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18 Lug
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Intervista all'autore - Rosa De Sanctis

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?

Sono leale, schietta, generosa. Le persone che ho intorno devono stare bene. Quando voglio bene in ogni senso della parola, non ho riserve o ripensamenti. Non attacco mai, non manco di rispetto, ma ho un eccesso di difesa. Tutto questo mi ha portato alla sofferenza, al rischio di licenziamento se non avessi pareggiato con la mia professionalità. Se parto con la mia difesa, potrei incontrare chiunque ricopra una carica importante devo dire quello che penso, anche se ci sto lavorando, perché se una persona è arrogante, maleducata, insensibile, non posso avere io la presunzione di cambiare il suo carattere. Accetto comunque ogni tipo di critica, che secondo me è un'ottima fonte di crescita a tutte le età. Vengo da un piccolo paesino della provincia di Rieti, dove in cinquant'anni sono scomparse le cose belle della vita a fronte di un eccesso e smoderato uso a favore della tecnologia. Non ho deciso di diventare scrittore.


2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?

Nei momenti tristi e quando vivo particolari situazioni emotive. Non c'è un orario fisso. Potrei scrivere mentre sono alla posta, alzarmi con quest'idea e mettere sul foglio quello che mi passa per la testa, quando mi sento eccessivamente sola.



3. Il suo autore contemporaneo preferito?

Giampaolo Pansa, Mario Furlan.



4. Perché è nata la sua opera?

Perché è stato importante a farmi uscire da un periodo non troppo felice.



5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?

È stato fondamentale, perché mi sono avvalsa di questo per scrivere.



6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?

Sembrerebbe un'evasione, poi racconti la realtà e vorresti così evitare errori a chi come me non ha saputo fare.



7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?

Tutto.



8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?

L'input me lo ha dato un mio amico giornalista perché gli piacevano i miei scritti. La dottoressa alla quale spesso mi sono rivolta mi incitava a farlo.



9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?

Mio fratello.



10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’e-book?

Sì, ma spero di sbagliarmi.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Non sono d'accordo.



 

 

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Sabato, 18 Luglio 2015 | di @BookSprint Edizioni

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