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14 Lug
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Intervista all'autore - Maurizio Rossi

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?

Sono nato a Valdagno, una cittadina della provincia di Vicenza. Già a vent'anni sono emigrato in Germania per lavoro. Tornato a casa, mi sono trasferito in Lombardia dove risiedo da quarantacinque anni. Mi sono sposato e la mia famiglia è stata allietata dall'arrivo di due figli, attualmente ci sono anche tre nipoti. Nel 1991 ho fondato la “Plasteva srl” che si occupa di trasformazione di materie plastiche di cui sono attualmente amministratore delegato. Non c'è data che indichi la mia nascita come scrittore, ho letto moltissimo e scritto molto sin da bambino e alcune borse di studio vinte mi hanno permesso di ultimare gli studi; sono diplomato come Perito chimico. Ho deciso, dieci anni fa , di trasformare in un libro tanti miei scritti che conservavo nel cassetto; ritratti di persone, diari di viaggi, storie fantastiche.



2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?

Non c'è momento particolare nel corso della giornata che dedico alla scrittura. Prima preparo i miei scritti informandomi dei luoghi dove far nascere le mie storie, entrando nei personaggi e vivendo le loro storie di vita nel contesto del periodo storico vissuto. Poi mi metto davanti ad un computer e trasformo in scrittura quanto la mia fantasia ha elaborato. Questo è il momento più emozionante, come aver percepito che davanti a me c'è una montagna da scalare, finora non vista perché ammantata di nebbia. Poi mi appare, vedo chiaramente la cima ed i contorni e mi incammino per arrivare fino alla vetta.



3. Il suo autore contemporaneo preferito?

Roberto Saviano, Papa Francesco.



4. Perché è nata la sua opera?

Perché quella seconda anima che ho dentro me stesso venisse a galla, perché la mia vena romantica e fantastica desse un'immagine più corretta di me stesso. Tutti quelli che mi conoscono si sono stupiti di ciò chiedendosi se era possibile che quell'uomo rude, di poche parole, di concetti ben radicati potesse essere lo stesso che aveva scritto un libro così diverso dall' immagine che conoscevano.Sì, sono lo stesso uomo che vuole far conoscere alcune sfaccettature di se stesso finora mai notate, sono lo stesso uomo che sta abbassando il livello dell'acqua intorno facendo emergere un po’ di più l'iceberg che ne sta sotto.



5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?

Molto, nel mondo del lavoro riuscire a comunicare, presentare nuovi progetti e riuscire a condividerli, entrare nelle logiche dei propri partner futuri richiede di saper comunicare e la mia formazione, pur essendo in prevalenza di carattere tecnico, mi ha permesso tutto ciò. Ma la possibilità di parlare col cuore, pur non dimenticando la praticità e la rigorosità dei concetti, mi aiuta sia con la mia famiglia sia in campo sociale e religioso. Nella stesura di un libro ciò è fondamentale.



6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?

Scrivere non è un'evasione ma raccontare nei panni dei protagonisti tante proprie realtà. La fantasia è l' universo, la realtà sono i pianeti che vivono di vita propria, completamente diversi fra loro, ma ordinati da una legge universale.



7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?

Molto, in ogni personaggio c'è una parte di me stesso o di persone che ho conosciuto con le quali ho convissuto parte della loro vita



8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?

Non c' è persona specifica, ma tante piccole storie alle quali emozionalmente ho partecipato.



9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?

A mia moglie.



10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’e-book?

L' importante è leggere , aprire la propria mente ; ciò vuol dire prestare attenzione e vivere quanto passa davanti ai nostri occhi. Quale sia la forma migliore non lo so, per me leggere vuol dire un libro che tocco con mano e poi rimarrà nella mia biblioteca. Ma ciò è frutto della mia educazione, di come sono sempre stato abituato a fare. Nel frattempo il mondo è talmente cambiato che mi sento di dire: e-book, libro cartaceo o audiolibro vanno benissimo, l'importante è leggere.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Penso che sia una cosa grandiosa, mi fa tornare bambino quando si ascoltavano alla radio tante storie meravigliose che ancora ricordo. Per uno scrittore potrebbe essere un notevole vantaggio, quello di far correre la propria fantasia più velocemente dei tasti di un computer.



 

 

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Martedì, 14 Luglio 2015 | di @BookSprint Edizioni

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