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10 Lug
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Intervista all'autore - Guido Barbini

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?

Sono nato a Milano. Con i miei genitori, in tenera età, mi sono trasferito a Paderno Dugnano. Là, mio padre dirigeva una industria. Quando mi sono spostato mi sono trasferito a Monza. Scrittore sono diventato per caso. Un lungo sogno è stato l'ispiratore del mio primo romanzo. Ora lo scrivere, è parte integrante della mia vita



2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?

Ho 78 anni e sono in pensione. Fra i vari hobby, ho aggiunto quello piacevolissimo di scrivere. Quindi ogni momento è buono, però prediligo la notte, per me è ispiratrice, mi assento, entro in un altro mondo.



3. Il suo autore contemporaneo preferito?

Il mio autore preferito è Domenico Campana. Ha iniziato come critico cinematografico, poi ha scritto drammi, uno dei quali "I Giorni dell'amore"; ha vinto il premio Marzotto nel'63; ha realizzato inchieste giornalistiche quali "Sulla cresta dell'onda" per la Rai.; ha sceneggiato e diretto molti originali televisivi tra i quali "Il Bivio" e "Paura sul mondo"; ha poi scritto pochi romanzi ma molto impegnativi, li ho letti tutti. Attualmente leggo "Memorie del crudele inverno" romanzo di ardita analisi sociale, di straziante amor umano e profonda pietas religiosa.



4. Perché è nata la sua opera?

Ho deciso di scrivere il mio primo romanzo con determinazione, quasi una sfida con me stesso. Ho sempre avuto per chi scrive, una grande considerazione, quasi un rispetto . Le varie vicissitudini negative nella mia vita, prima di sposarmi, mi avevano spinto ad avere una non considerazione di me stesso. Poi, attraverso la mia cara Marita, le cose sono cambiate, fin quando, un sogno durato una notte intera mi ha dato l'ispirazione per scrivere. “E perché no?” mi sono detto.



5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?

Io non possiedo una vera formazione letteraria, in compenso ho avuto un padre che si è sempre dedicato a ogni genere di lettura. Ricordava a memoria i Promessi Sposi e rileggeva frequentemente la Divina Commedia. Qualche citazione è rimasta viva in me.Divenuto adulto ho avuto la fortuna di conoscere un bravo poeta e scrittore di romanzi. La sua frequentazione è sfociata in una vera amicizia che, ha migliorato la mia formazione culturale.



6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?

Per me, lo scrivere è contemporaneamente una evasione dalla realtà e un modo di raccontare la realtà. Evado perché mi estraneo da quello che mi circonda e mi immergo nel racconto. Ma ciò che scrivo può rappresentare anche la realtà.



7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?

Ho scritto un solo romanzo, e posso affermare che in esso c'è molto di me. I miei ricordi, la mia sensibilità, le mie esperienze sia materiali che spirituali. Ho cercato di estrapolare da me tutto ciò che non avrei mai pensato di possedere.



8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?

Si, mia moglie. Mi è sempre stata vicina, nel consigliarmi, nel rileggere la mia stesura. Ha sempre preso contatti con i collaboratori di Vito Pacelli e la sua disponibilità è sempre stata efficace e sincera.



9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?

La mia cara amica Mariella è stata la prima persona che ha letto il mio manoscritto. Mariella era moglie del mio carissimo amico Piero Barlassina. Il suo parere, che io reputo sincero e valido, è stato molto positivo. Da lei ho avuto la prima conferma del mio lavoro.



10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’e-book?

Io appartengo ad un' altra generazione, per questo prediligo il libro cartaceo.Penso che in futuro l'e-book non potrà cancellare il cartaceo.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Non sono a conoscenza di questa nuova frontiera perciò non posso esprimere un parere.



 

 

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Venerdì, 10 Luglio 2015 | di @BookSprint Edizioni

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