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13 Giu
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Intervista all'autore - Isabella Ferrari

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?

Io vivo a Mantova, in realtà non ha mai deciso di diventare scrittrice perché non mi interessa come ruolo. Da sempre ho concentrato la mia vita sulla musica e sugli studi legati a questa, la scrittura è venuta dopo, è un modo per ampliare quello che in musica non riesco a dare o fare. Di fatto non mi reputo scrittrice, musicista o studentessa, sono solo una persona che fa quello che le piace fare o almeno ci prova.



2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?

A grandi linee scrivo solo la notte, per due motivi principali. Il primo è che semplicemente il giorno studio o sono impegnata col mio gruppo o per la rivista e portale in cui scrivo. Il secondo è che di notte mi sento più a mio agio, scrivere per me è un atto intimo e la notte col suo silenzio, con la sua atmosfera, mi aiuta.



3. Il suo autore contemporaneo preferito?

È difficile citarne solo uno, anche perché venendo da studi prettamente umanistici, preferisco i classici alle opere contemporanee. Carmelo Bene resta l'artista che preferisco a tutti gli altri. Sicuramente poi c’è un pochino di Paulo Coelho e Kundera nei miei libri anche se non appezzo pienamente quello che scrivono.



4. Perché è nata la sua opera?

Ricollegandomi a quello che dicevo prima, Ocean Crayon è nata perché dovevo creare un qualcosa che non c'entrasse nulla con la musica o almeno non direttamente. Era un periodo in cui esprimermi attraverso il pianoforte o i miei quadri non mi soddisfaceva più e iniziare a scrivere, è stato abbastanza naturale. Poi ho trovato appoggio anche da Grazia Mattaliano che si è occupata delle grafiche e ha reso il libro davvero bello. Questo mi ha motivato ancora di più nel portare a termine il tutto.



5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?

Credo sia un cinquanta e cinquanta. Dall'età di quattordici anni vivo in ambienti abbastanza anarchici o comunque fondati sull'attivismo e la militanza e questo mi ha formato molto come persona. Allo stesso tempo, però, mi distacco sempre dalla realtà in cui vivo perché fondamentalmente non mi appartiene troppo, ho un mio mondo con le mie idee. C'è una concomitanza di due aspetti opposti che in realtà, paradossalmente, si completano.



6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?

La realtà credo sia l'argomento più soggettivo che ci possa essere. Ognuno ne ha una propria e per questo può esistere e negarsi allo stesso tempo. Non penso che alle persone interessi leggere della realtà ma di come si possa riuscire a farle cambiare forma, aspetti, dimensioni. Ed è quello che provo a fare io ogni giorno, a modo mio: cambiare quel che vedo, cercando di farmelo piacere, di dargli un senso che mi faccia sorridere, divertire, eccitare.



7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?

Tutto e niente. Alcuni aspetti riguardano me direttamente altri no. Cambio spesso idea e visione delle cose, certe idee che ho scritto ora non le scriverei più e magari tra qualche mese ritornano a piacermi.



8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?

Sì, Theo, uno dei personaggi del libro, esiste davvero ed è stato fondamentale per me poter scrivere di lui.



9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?

A mia mamma. Ogni scritto, quadro o canzone che faccio lo devo far leggere a lei per prima, è il giudice più sincero di cui mi fido ciecamente.



10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’e-book?

Purtroppo tutto diventerà tecnologico, persino nelle scuole ora vogliono togliere i libri, i registri. Per me è assurdo, avere tra le mani un libro e sentirne l'odore, poterlo sfogliare, resta un'esperienza unica. Ma tra qualche anno penso che l'e-book diventerà davvero il "libro" del futuro e questo è un peccato.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Ne ho presi un paio appunto di Carmelo Bene. Non so ancora darvi un parere preciso, è un mezzo che può essere sfruttato bene ma io sono all'antica sotto questo punto di vista e preferisco il libro cartaceo.

 

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Sabato, 13 Giugno 2015 | di @BookSprint Edizioni

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