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13 Giu
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Intervista all'autore - Agnese Arcarese

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto?

Mi chiamo Agnese Arcarese, ho sedici anni, sono nata ad Agrigento, in Sicilia. I primi tre anni di vita ho vissuto in una campagna vicino al villaggio Mosè. Passavo le giornate con i miei nonni materni e mia zia dato che praticamente abitavamo insieme. Successivamente mi sono trasferita con i miei genitori a San Cataldo in provincia di Caltanissetta. Lì ho iniziato l'asilo e continuato tutte le scuole fino ad oggi che frequento il terzo anno del liceo Artistico F. Juvara nel settore architettura. Ho passato la mia infanzia a giocare fuori con i bambini dei vicini, con mia nonna paterna e a uscire con mio nonno paterno Attualmente vivo con i miei genitori e la mia gattina Lilly, ma appena possibile, vado a Favara, dove adesso vivono i miei nonni materni e mia zia.



2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?

Io sono appassionata in romanzi d'amore, ma credo che la lettura non debba avere limiti. Amo i libri di Valentina D'Urbano, soprattutto "Il rumore dei tuoi passi", ma consiglierei anche "Storia di una ladra di libri", ambientato nel periodo Nazista, o anche la triologia dei disastri e "Cose che nessuno sa"



3. Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ eBook?

Penso sia una cosa molto brutta se si pensa al fatto che l'e-book non ti darà mai la stessa sensazione che può darti un cartaceo: poter girare le pagine avanti e indietro, rileggere le frasi, sottolineare, ma anche solo assaporare il profumo di un libro nuovo appena comprato. D'altra parte però lo considero utile dato che ti da la possibilità di portare sempre con te un libro perché non occupa nessun spazio e leggerlo in qualunque situazione. Inoltre molti libri online sono gratis e immediatamente disponibili.



4. La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?

Penso che sia semplicemente una cosa che ti porti dentro, anche se naturalmente cresce nel tempo, ma non c'è un vero e proprio colpo di fulmine. Probabilmente nel corso della vita succede qualcosa che ti porta a rifugiarti nella scrittura di punto in bianco e così inizi ad amarla.



5. Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?

In modo schietto direi mia madre. Sin dalle medie era sempre stato un mio sogno, ma era messo lì, nascosto nel cassetto, non ci avevo mai pensato seriamente, scrivevo per sfogo una sorta di diario, finché poi un giorno lessi uno dei miei testi a mia madre. Rimase così colpita che mi consigliò di provare a pubblicare tutti i miei aforismi. Per me fu la spinta finale, non esitai a dirle di sì e così partì tutto.



6. Quale messaggio vuole inviare al lettore?

Vorrei far capire a chi lo legge la vita di un adolescente. Nel mio libro ci sono tante verità ignorate dagli adulti che probabilmente hanno scordato com'è avere quattordici o sedici anni; c'è un enorme divario tra i giovani e i grandi e vorrei davvero urlare certe verità tenute nascoste. Ai ragazzi invece vorrei far capire che nella vita bisogna andare avanti, che le cose brutte accadono ma poi passano, e se non passano dobbiamo farle passare noi. Chi ha dei problemi dovrebbe farsi aiutare senza paura o vergogna, e soprattutto alcune ragazze dovrebbero davvero imparare ad amarsi, a non distruggersi ma a prendersi cura di se stesse.



7. La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccolo o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?

Da bambina non avrei mai pensato di scrivere un libro, però scrivevo sempre letterine o pensieri e amavo i temi scolastici. Successivamente all'età di dodici anni iniziai a prendere seriamente la scrittura che diventò come uno sfogo. Da allora scrivere diventò per me un sogno, messo però nel cassetto, senza dargli troppo pensiero,. Più crescevo, più scrivevo. Adesso posso davvero dire che dopo quattro anni ho realizzato il mio sogno.



8. C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?

Si, era mattina, la sera prima avevamo cercato su internet il numero di una casa editrice, mamma mi disse che avrebbe chiamato l'indomani. Io ero a scuola, quando d'un tratto mi arriva un suo messaggio – in genere mia madre non me ne manda se sto a scuola– così rimasi sorpresa. Quando lo aprii lessi che la casa editrice BookSprint aveva risposto alla chiamata e aveva accettato i leggeri i miei scritti. Iniziai a saltare da un parte all'altra dell'aula senza riuscire a più contenermi.



9. Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?

No, l'ho desiderato per così tanto tempo da non avere nessun ripensamento.



10. Il suo autore del passato preferito?

Ho scoperto da poco studiandolo a scuola di amare Francesco Petrarca.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Mi è indifferente, chi come me vuole leggere, legge. Chi ha bisogno o preferisce sentire l'audio sceglierà l'audio, o può alternare.

 

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Sabato, 13 Giugno 2015 | di @BookSprint Edizioni

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