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20 Apr
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Intervista all'autore - Pietro Posenato

  1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?

La scrittura è un'operazione importante ed indispensabile per fissare pensieri, emozioni, ricordi che, nell'immediatezza del vissuto di ciascuno di noi, tendono a svanire e quindi risulterebbero irrimediabilmente perduti.



2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?

In tutti i libri di autori noti, e meno noti, è presente la realtà vissuta da chi scrive considerato che la spinta a lasciare qualche traccia di sé è insita nella natura umana. Se poi qualcuno, ipocritamente, afferma di essersi ispirato a fatti esterni o al vissuto di altre persone mente sapendo di mentire.



3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.

Scrivere quelle pagine ha significato per me, come credo appaia evidente per chiunque legga lo scritto, riandare col pensiero a momenti della vita propria e di altri ritenuti belli e favolosi, ma forse deformati, nell'ottica del ricordo, dalla nostalgia per il tempo passato che appare, ovviamente, migliore del presente.



4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?

Il titolo ha avuto una gestazione un po' strana in quanto il racconto lungo voleva essere un inno al tempo che trascorre inesorabile (il "rui ora" dei latini!) e contemporaneamente un poter fissare nella scrittura episodi, momenti vissuti, persone conosciute, il tutto per non dimenticare. Pertanto inizialmente avevo pensato a "Vivere il tempo". Però, considerato che forse poteva sembrare un titolo banale e già sfruttato ho optato per "Sulla collina tra gli alberi", forse anche per qualche reminiscenza hemingwayana.



5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?

In un'ipotetica isola deserta, con la prospettiva di rimanerci per parecchio tempo, e dovendo rinunciare, per circostanze fortuite, a letture di evasione, porterei senz'altro il libro "Lo scontro delle civiltà" di Samuel P. Huntington, alla luce di quanto sta accadendo in questi ultimi anni. L'ipotetica isola ovviamente, la vivrei come una parentesi.



6. E-book o cartaceo?

E-book o cartaceo non dovrebbe essere una scelta secca e predeterminata. Ritengo infatti che possano convivere anche perché la generazione Gutenberg preferirà, penso, il libro cartaceo mentre la generazione 2.0 preferirà l'e-book per sua immediatezza. Pertanto possono convivere entrambi ancora per molto tempo.



7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?

Forse la parola "scrittore" è un po' forte, tuttavia la scrittura per me è sempre stata presente e, come capita, dopo aver letto pagine valide, e meno valide, scritte da altri ho pensato di vedere se fossi stato in grado di scrivere qualcosa di non banale.



8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?

Il libro nasce un po' per caso in quanto, durante un breve soggiorno nei luoghi dell'infanzia e della giovinezza, un amico mi chiede, a bruciapelo, se non mi mancasse un po' la tranquilla vita del piccolo paese come l'avevamo vissuta con tanti altri amici in tempi ormai lontani. Lì per lì non ci pensavo proprio a scrivere qualcosa in tal senso, ma in seguito, vivendo in una città non certo vicina a quei luoghi, ho pensato che forse non fosse un'idea così balzana e peregrina per cui ho deciso di scrivere.



9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?

Vedere il proprio scritto prendere corpo, essere fissato su carta stampata e diventare libro, risulta un po' strano e alquanto emozionante considerato che gli scrittori sono visti, in genere, come personaggi importanti.



10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?

La dedica del libro a mia moglie risponde pienamente a questa domanda. La prima lettrice è stata lei e, in seguito, un saggio di lettura l'ho chiesto anche ad un amico poeta per diletto personale.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Cosa penso dell'audiolibro è presto detto. Fatte le dovute distinzioni tra audiolibro necessario per problemi di salute e audiolibro utilizzato e utilizzabile in vari momenti della giornata per relax o per desiderio di apprendere velocemente, ritengo che potrà essere il libro del futuro soprattutto in virtù del minimo spazio necessario per l'archiviazione dei contenuti.

 

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Martedì, 21 Aprile 2015 | di @BookSprint Edizioni

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