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28 Feb
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Intervista all'autore - Carolina Russo

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?

Parlare di me e della mia vita non mi è mai stato facile, per il semplice motivo che ancora non so bene chi sono. Penso sia una cosa che possa capitare a tutti, non conoscersi mai fino in fondo e farsi sorprendere giorno dopo giorno dalla persona che si diventa. La mia vita, fino ad adesso, è stata una vita piena...

piena di emozioni e avvenimenti ed alcuni mi hanno reso più debole, altri più forte, altri ancora mi hanno sensibilizzata. Io vengo da un piccolo paese in provincia di Pistoia, in Toscana. Non ho deciso di diventare scrittrice, mi è semplicemente capitato, se penso alla mia vita già dall'infanzia non riesco a ricordare niente senza ricordare anche la lettura e la voglia di poter riuscire anche io a scrivere e a far arrabbiare, piangere o sorridere chi legge le mie parole. Ho sempre creduto che le parole siano l'arma più potente che esista al mondo, che le parole siano la cosa più pericolosa ( se non usate bene ) e la cosa più vicina all'amore che possa esistere e ho dovuto usare questa mia immensa passione per creare qualcosa, mi sento persa nei momenti che mi allontano dalla scrittura. Non voglio perdermi



2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?

La notte. Il giorno ci sono troppe distrazioni: il telefono che squilla, il campanello che suona, un familiare che entra in camera per dirmi qualcosa ecc ecc... La notte sono isolata dal mondo e riesco meglio a concentrarmi su quello che sto scrivendo, magari con la musica classica di sottofondo.



3. Il suo autore contemporaneo preferito?

Ce ne sono tantissimi: Lars Kepler, Jeffery Deaver, Sebastian Fitzek, Greg Iles, Simon Beckett... ma il mio preferito in assoluto è Wulf Dorn, consiglio a tutti di leggere i suoi libri.



4. Perché è nata la sua opera?

La mia opera è nata perché avevo bisogno di darmi una risposta, una risposta che ancora non sono riuscita a darmi ma almeno ci ho provato. "Cosa si può fare quando si perde tutto quello che non si vorrebbe mai perdere? Come si deve reagire quando la vita ci prende a pugni?" Come ho già detto una risposta chiara e precisa non sono ancora riuscita a darmela, ma scrivendo questo libro mi è stata chiara una cosa, e in questo il personaggio Derek mi ha molto aiutata, che non bisogna darla vinta agli avvenimenti, che non piove sempre sul bagnato. Bisogna avere il coraggio di non perdere mai la speranza.



5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?

Mia madre mi ha sempre letto le storie quando ero piccola e io le chiedevo sempre: "Mamma, ma te sai leggere tutte le parole? Proprio tutte tutte?" e lei mi rispondeva di sì e che leggere era come avere una finestra spalancata sul mondo. Se pensiamo che è bello aprire la finestra e vedere un bel paesaggio, figurarsi aprire una finestra e poter vedere il mondo intero. Aprire un libro e poter vedere Stoccolma, Berlino o Londra e contemporaneamente poter vivere altre vite, tutte quelle che si vuole, basta scegliere in libreria. Ricordo che quando non ero ancora in grado di leggere presi dal comodino di mia mamma il "Manuale del guerriero della luce" di Paulo Coelho e sfogliai le pagine facendo finta di leggere. Mia mamma ha influito molto, mi ha trasmesso la passione della lettura, poi ovviamente, con il passare del tempo ho capito il genere letterario che più faceva per me.



6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?

Scrivere, per me, è un modo per raccontare la realtà, ma la realtà di qualcun altro e quindi è anche un'evasione dalla propria realtà.



7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?

Abbastanza, non ho dovuto passare quello che ha passato il protagonista ma c'è un po' di me, sì.



8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?

Tutti quelli che hanno creduto in me, che mi hanno dato consigli. Nel romanzo un'amica del protagonista gli chiede qual è la sua storia, il mio migliore amico, Mattia, mi fece questa domanda anni fa, mi guardò e mi disse: "Tutti hanno una storia, qual è la tua?" beh, penso che Mattia sia stato fondamentale perchè per tutto il tempo della stesura scrivevo con l'idea di dover rispondere a questa domanda.



9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?

A mia madre. Andavo a svegliarla durante la notte per chiederle cosa ne pensava di quello che avevo scritto fino a quel momento e poi tornavo in camera mia a scrivere.



10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?

Penso sia così anche se ammetto che la cosa mi dispiace un po'. Niente potrà mai sostituire l'odore della carta e le pagine tra le dita.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Secondo me è una cosa molto utile, può far appassionare più persone ai libri.

 

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Sabato, 28 Febbraio 2015 | di @BookSprint Edizioni

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