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22 Gen
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Intervista all'autore - Marco Sovera

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto?
Sono nato nel canton Ticino, un posto meraviglioso dove si incontrano la cultura italiana e l'efficienza della ricca Svizzera. Non potrei fare a meno della vista del lago Maggiore e delle montagne che caratterizzano il nostro paesaggio. Da bambino ho conosciuto le ristrettezze di una famiglia povera, ma ho goduto delle attenzioni di genitori che hanno fatto l'impossibile per farmi studiare, convinti che la cultura è un elemento fondamentale di formazione e anche di promozione sociale. Devo a loro moltissimo di quel che sono diventato.


 


2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?
E' una domanda che mi sono posto molte volte nella mia carriera di insegnante di lingue. Ci sono i classici romanzi "di formazione" che pero sono difficilmente proponibili nell'era internet.

Da allievo mi ricordo di aver letto "I promessi sposi" testo che avevo anche utilizzato in classe nei primi anni di insegnamento, ma assolutamente "illeggibile" per gli adolescenti d'oggi.
Un classico romanzo di formazione italiano è "Agostino" di Moravia o "Il sentiero dei nidi di ragno" di Calvino, ma sono tutti esempi "datati".
Oggi consiglierei "Il lottatore di sumo che non diventava grosso" di Eric Emmanuel Schmitt.

 

3. Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ eBook?
I topi di biblioteca sono una specie in via di estinzione che va assolutamente protetta. Il piacere di avere un libro tra le mani, soppesarlo, sentirne l'odore, osservarne i segni del tempo e dei lettori che ti hanno preceduto è un'esperienza unica e di altissimo valore formativo. Ma verrà il giorno in cui il libro cartaceo sarà relegato in biblioteca, questo è certo: è solo questione di tempo.


 

4. La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?
La scrittura è sempre stata una mia passione.

Esprimere quello che sento e provo nel modo più adeguato, nella forma più efficace per comunicare, per farmi capire, è un bisogno innato.

 

5. Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?
Questo libro è il frutto di una riflessione personale sul mondo degli scacchi, un mondo affascinante ,una palestra di vita dove si possono esercitare doti come la perseveranza, la pazienza, l'intelligenza, l'intuizione, la furbizia, l'umiltà, il coraggio, la magnanimità, l'amicizia, l'amore , ma dove si può anche cadere nell'odio, nella menzogna, nell'inganno nel disprezzo...


 

6. Quale messaggio vuole inviare al lettore?
Il messaggio è implicito nel libro e diverso a seconda dell'esperienza di vita, della cultura e delle frequentazioni letterarie del lettore. Mi piacerebbe che il mio libro fosse come un orto ricco di molte piante e dove ognuno può servirsi di quello che ha bisogno.


 

7. La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccolo o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?
Da quando so scrivere, scrivo storie: la prima era quella di una lumachina che aveva perso la sua casina e la cercava disperatamente.

Che sarebbe ancora oggi un ottimo inizio per una storia per bambini...

 

8. C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?
A Brissago, in riva al lago, c'è una scacchiera gigante.

Un giorno vidi una bambina sola che spostava i pezzi e che mi chiese di giocare. E' il soggetto di uno dei racconti del mio libro.

 

9. Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?
No, non è mai stata la mia preoccupazione.


 

10. Il suo autore del passato preferito?
Non posso fare un nome su tutti, anche perché non è possibile mettere a confronto Dante con Manzoni o Petrarca con Leopardi essendo autori di epoche troppo diverse.

Fra i trecentisti prediligo Boccaccio, perché il Decamerone sa far ridere ancora oggi.

 

11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Da un certo punto di vista è un ritorno alle origini: non dimentichiamo che i grandi libri di saggezza ci sono stati tramandati in forma orale.

Può essere molto utile per persone ipovedenti o che, per altri motivi ,sono nell'impossibilità di leggere.
Non sostituisce totalmente il libro tradizionale che si può leggere al proprio ritmo, riflettendo immediatamente su certi passaggi, rileggendoli.

 

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