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31 Ott
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Intervista all'autore - Pasquale Pollio

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?

Scrivere era un mio sogno nel cassetto che nulla ha a che vedere con il mio lavoro. Sono sempre stato appassionato di politica e storia, ma solo quattro anni fa ho deciso che era giunto il momento di provarci ed ho cominciato la stesura di questo mio primo libro. È stato un lavoro impegnativo in quanto ho dovuto trovare il tempo per far si che questo mio sogno si realizzasse



2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?

Mi dedico a questa mia passione prevalentemente la notte, in quanto tra impegni di lavoro e familiari quello è l'unico momento in cui riesco veramente a concentrarmi.



3. Il suo autore contemporaneo preferito?

Io sono un lettore atipico, in quanto mi interessano solo i testi che si occupano di politica, storia o economia.Per questo l’autore che mi interessa è Marco Travaglio.



4. Perché è nata la sua opera?

Ho voluto affrontare la questione meridionale da un punto di vista economico e finanziario con gli occhi di un uomo delle Due Sicilie, in quanto si continua a dipingere il Sud come la palla al piede di questo paese senza effettuare nessun approfondimento sulle causa che hanno portato il mezzogiorno ad essere solo una colonia italica. Ho provato a far comprendere le problematiche della nostra terra con parole semplici che potessero essere facilmente recepite anche di chi non avesse idee sulla nostra gloriosa storia.



5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?

Moltissimo, in quanto vivendo nell'area di Napoli nord si riescono a focalizzare situazioni che sarebbero incomprensibili a chiunque vivesse in un'altra parte di questo paese.



6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?

Sicuramente un modo per raccontare la realtà.



7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?

Molto, in quanto credo fermamente in ciò che scrivo.



8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?

Il mio amico e mentore Fiore Marro, che mi ha accompagnato nel mondo meridionalista e con cui ho fondato un movimento politico e culturale: I Comitati delle Due Sicilie. A Fiore andrà per sempre il mio ringraziamento per essermi stato vicino in ogni iniziativa.



9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?

Ad un amico, che oggi non è più tra noi, l'On. Giuseppe Andreoli, un uomo di una cultura smisurata che mi ha incoraggiato a portare a termine il mio lavoro.



10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?

Penso di si, anche se non riesco ad immaginare un mondo senza libri da sfogliare. Inoltre credo che nel nostro paese funzioni tutto alla rovescia in quanto bisognerebbe far si che gli ebook diventassero obbligatori nelle scuole cancellando tutti i libri di testo cartacei e lasciare agli appassionati di lettura il piacere di avere un libro tra le proprie mani.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Penso che possa essere utile per le persone che hanno degli handicap tali che non gli permettono di poter leggere un libro.

 

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Venerdì, 31 Ottobre 2014 | di @BookSprint Edizioni

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