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30 Ott
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Intervista all'autore - Maria Cristina Lorusso -

Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittrice?
Io sono nata a Bari, ma la terra che amo profondamente è la Calabria, sono una pedagogista e un dottore di ricerca, da anni studio il bullismo.
Mi è sempre piaciuto scrivere, ritengo che la scrittura sia il principale mezzo per esprimere le proprie idee. Da quando ho cominciato a dedicarmi alla ricerca, questo è stato il modo migliore per trasferire il nuovo sapere a tutti.
 
Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
La mattina. Di mattina sono sempre più carica e ho il desiderio di mettermi subito al lavoro. Le energie della mattina sono sempre le migliori ed è un peccato perderle!
 
Il suo autore contemporaneo preferito?
Più di uno in realtà, Ersilia Menesini, perché è riuscita ad analizzare e a descrivere approfonditamente il problema del bullismo e non ha mai smesso di studiarlo, e Paolo Crepet perché ritengo che sia un intellettuale molto bravo e critico. Il suo pensiero in questo momento può essere di grande aiuto per la nostra società.
 
Perché è nata la sua opera?
Perché sembrava ovvio il fatto che il bullismo fosse un ostacolo per il successo dello studente nella scuola, ma nessuno approfondiva questo aspetto.
 
Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Molto. A Bari il bullismo è molto diffuso e generalmente si trasforma in devianza. Purtroppo il bullismo è il risultato di una cattiva educazione del minore, ed è necessaria la formazione dei genitori e degli insegnanti.
 
Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
In questo caso, un modo per raccontarla e analizzarla
 
Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
In questo libro c' è la mia passione per la ricerca e l’affetto che ho per l’umanità.
 
C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
Si, i miei educandi, perché quando lavoravo in comunità mi hanno permesso di comprendere da cosa dipendevano i loro problemi comportamentali.
 
A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
Non è un romanzo ma una monografia, ok sinceramente non ricordo con precisione chi l’ha già letto.
 
Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
No, io penso che il libro cartaceo non morirà mai.
 
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
È interessante soprattutto per le persone che hanno problemi di vista come i ciechi e gli anziani, ma anche semplicemente per chi non ha voglia di leggere dal testo.

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