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20 Ott
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Intervista all'autore - Ennio Di Francesco -

Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Giunto alla mia età, credo rappresento una struttura connaturata della mia personalità che emerge, inconscia, reattiva, evolutiva, catartica in fasi importanti della mia esistenza.
 
Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Chi lo leggerà sentirà quanto nel libro sia presente una parte importante della mia esperienza professionale e del mio impegno, entrambi utopisticamente vissuti.
 
Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Poter trasmettere alle giovani generazioni elementi di conoscenza, per potere almeno discernere tra chi si è battuto, anche dando la vita, per i diritti di libertà di cui fruiscono, e chi vuole resettare il loro sapere con disvalori. No
 
La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con sé stesso per deciderlo tra varie alternative?
Non è stata semplice. Il titolo è la sintesi tra il concetto "disobbedienza civile" dei radicali, caro a Marco Pannella, e "l 'obbedienza critica" del servitore dello Stato che applica la legge, ma suggerisce di renderla adeguata all'evoluzione sociale. Ciò si comprende meglio leggendo quanto riportato in retrocopertina.
 
In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
"Il Piccolo Principe" di Antoine de Sant’Exupéry. Perché è un racconto magico, in cui l'Autore, in tempi di guerra, seppe cogliere la coscienza collettiva per immaginare un mondo migliore. Basta ricordare la frase; " l'essenziale è invisibile agli occhi". Ma forse sono di parte, avendo recentemente scritto una grafica novel " il ritorno del Piccolo Principe ", destinato in varie lingue a bambi di varie lingue.
 
Ebook o cartaceo?
Preferisco il cartaceo con l'odore dei libri. Ma è una risposta legata all'anagrafe. Giacché presto, come in queste risposte informatiche, un giorno non lontano si leggerà forse on un chip sull'orologio sulle lenti degli occhiali o chissà.
 
Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Non ho deciso di intraprendere nessuna carriera di scrittore, anche se proprio oggi, credetemi, mi è giunta la mail della vedova di un giurista ucciso dieci anni fa da terroristi, che inizia così " Dottor Di Francesco, sto leggendo il suo libro su Giovanni Palatucci, l'ultimo Questore di Fiume italiana a morto a Da hu. Lei è un vero scrittore. Mi piacerebbe che questo libro fosse letto a scuola".
 
Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
È un libro nato anni fa per "caso o provvidenza" da un incontro dopo tanti anni tra un giornalista diventato importante, che nel 1975, ecco ‘aneddoto, quando arrestai Marco Pannella, suo leader radicale, mi faceva sonore pernacchie.
Ho deciso di ristamparlo. Ora con "BookSprint" dopo avere assistito al servizio a lui dedicato nella trasmissione televisiva " A sua immagine".
 
Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Il privilegio di averlo potuto fare, sopravvissuto a tanti servitori dello Stato, taluni dei quali amici cari, ora nella Luce.
 
Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
Non so ancora quello che sta ora uscendo. Certo lo ha letto Marco Pannella e don Andrea Gallo, che immagino lo suggeriscono a tanti giovani lettori.
 
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Credo di a avere risposto. Grazie a voi.

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