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21 Ago
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Intervista all'autore - Annarosa Corsello -

Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Quando scrivo provo una sensazione di liberazione dagli affanni quotidiani, il mondo attorno a me scompare.
La concentrazione che riesco a raggiungere mi consente di estraniarmi dal presente e di vivere in una dimensione di totale immedesimazione con il contenuto che via via da pensiero si trasforma in parole.
 
Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Il racconto ricostruisce episodi della vita di mio padre a cui sono stata legata da un profondo affetto.
 
Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Narrare alcuni degli eventi dell’adolescenza di mio padre, nato e cresciuto in un piccolo borgo a vocazione contadina, ha rappresentato per me un importante momento evocativo in seno al quale ho cercato di evidenziare l’importanza dello studio e della cultura come forma di riscatto da una determinata condizione sociale.
 
La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con sé stessa per deciderlo tra varie alternative?
La scelta del titolo è stata semplice poiché il mazzo di spighe di cui parla la storia, è stato per anni presente nello studio legale del protagonista, mio padre, che non si è mai staccato dalle sue origini nonostante il marcato cambiamento sociale.
 
In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Il libro che amo in modo particolare è “Il gattopardo “di Tomasi di Lampedusa. L’ho riletto innumerevoli volte cogliendo sempre nuove sfumature trascurate in precedenza. Ritengo sia una delle più fedeli ricostruzioni del modo di pensare dei siciliani e consente al lettore di rivivere in un mondo passato del quale però restano attuali tutte le problematiche affrontate.
 
Ebook o cartaceo?
Cartaceo. Ritengo che il libro stampato abbia un suo ineguagliabile fascino, ivi compreso il profumo delle pagine.
 
Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittrice?
Sono in pensione da qualche anno e disponendo di tempo libero, ho pensato di realizzare un vecchio desiderio, quello di narrare storie vere, per preservarle dal tempo che travolge, spesso, ogni ricordo del passato.
 
Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
Ricordo un pomeriggio di tanti anna fa. Era estate e con la mia famiglia trascorrevo la villeggiatura in campagna. Mio padre amava intrattenerci con il racconto di fatti legati alla sua giovinezza, allo scopo di sottolineare quanto fossero cambiati i tempi. Io ero ragazzina e naturalmente preferivo fare altro piuttosto che ascoltare. Lui lo comprese e mi disse soltanto “un giorno capirai meglio il valore di ciò che è stato “. Era vero!
 
Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Si prova un’emozione profonda, è quasi come veder crescere un proprio figlio
 
Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
La mia lettrice familiare è mia figlia Martina. È lei che mi ha incoraggiata a scrivere.
 
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Penso che bisogna adeguarsi alle innovazioni tecnologiche e quindi ne ho una positiva considerazione

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