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BookSprint Edizioni Blog

11 Lug
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Intervista all'autore - Salvatore Aiello -

Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Sono nato a Palermo, città nella quale ho vissuto fino alla laurea in Giurisprudenza e all'esame abilitante alla professione.
Dopo ho scelto di entrare nel mondo del lavoro e l'occasione mi si è presentata a Milano prima e a Torino dopo in una azienda industriale manifatturiera. L'ambito di attività è stato all'interno della Direzione del Personale ed è rimasto tale per circa 40 anni, fino alla pensione. Non c'è un momento nel quale ho deciso di diventare scrittore, ma diciamo che nei primi anni di questo secolo ho cominciato a pensare di trasferire su un pc le mie emozioni, i miei pensieri, le mie sensazioni, che si basavano su episodi di vita vissuta all'interno di storie che creavo mano a mano che scrivevo. Scoprivo paragrafo dopo paragrafo come costruire la storia che stavo raccontando. Così nacque il mio primo romanzo "Eva & Eva per Andrea" edito nel 2014; così nasce questo mio secondo romanzo "Il coraggio di Eva - La sua rinascita" che è la continuazione del primo.
 
Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
All'inizio del mio confronto con il pc, essendo ancora in attività lavorativa, scrivevo molto durante la notte, fra le 23 e le 2-2,30 del mattino, quando la famiglia dormiva.
Successivamente, andando in pensione, ho iniziato a ritagliarmi dei momenti da dedicare alla scrittura durante la giornata, magari nel pomeriggio. Devo dire che, comunque, preferisco le ore serali.
 
Il suo autore contemporaneo preferito?
La mia preferenza va agli autori contemporanei italiani, in generale. Fra i miei preferiti - quindi non uno solo - Adrea Camilleri, Simonetta Agnello Horby e Gianrico Carofiglio. Tre scrittori molto diversi, i primi due trasferiscono nelle loro opere la sicilianità che hanno dentro rendendola fruibile a tutti. Il terzo per la sapienza con cui sa costruire personaggi e situazioni sempre nell'ambito giuridico ma senza dare mai troppo peso ai tecnicismi. Ho una libreria abbastanza fornita - circa 700 libri - quindi ricca di autori, italiani e stranieri. Non li ho letti tutti, ma mi piace averli.
 
Perché è nata la sua opera?
Come già detto, ho iniziato ad aver voglia di trasferire su un p.c. ciò che mi passava per la testa, le mie riflessioni sulla società o anche sulla mia attività professionale. Scritti iniziati e ancora non terminati. Un giorno ho immaginato di descrivere una storia di un ragazzo e di una ragazza ambientata nella mia città, Palermo. E, giorno dopo giorno, ho costruito il mio primo romanzo. La conclusione del primo racconto mi ha ispirato questo secondo, come naturale continuazione di quella storia.
 
Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Nella stesura di queste mie due opere ha influito sicuramente la mia origine: ho cercato di mettere i personaggi all'interno del contesto palermitano, cogliendo luoghi ed emozioni che mi porto dalla mia età giovanile.
Negli altri scritti cerco di trasferire le mie impressioni della vita quotidiana o della mia passata esperienza professionale. Posso dire che il contesto sociale, passato e presente, ha guidato e guida la mia creatività di scrittore.
 
Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Credo che le due cose non siano antitetiche. Scrivere per me è certamente una evasione dalla realtà ma contemporaneamente cerco di raccontarla questa realtà. Penso che se non ti assenti dalla realtà che ti circonda, non riesci a raccontare il mondo intorno a te. Evadere, per me, significa stare su una piattaforma alta non più di 20-30 metri e osservare la realtà che si muove sotto di me, ascoltandone anche le voci, i suoni, i rumori.
 
Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Nei personaggi delle storie non ci sono, ma mi faccio rappresentare dai luoghi a me cari che mi ricordano gli anni spensierati della mia adolescenza; luoghi che ho frequentato e che sono ben tracciati nella mia mente.
 
C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
No, è tutto frutto della mia fantasia, senza nessun riferimento a persone. L'unico riferimento che mi ha ispirato sono stati i luoghi della mia città, che descrivo nel romanzo.
 
A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
L'ho fatto leggere a mia moglie, quando ho ricevuto la copia-bozza già impaginata
chiedendole se potevo andare avanti o lasciar perdere. Visto che lei già conosceva la storia del primo romanzo.
 
Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Come dico io a me stesso, sono di un'altra epoca e certe tendenze rivoluzionarie, come l'ebook, mi riescono di difficile digestione. L'ho già detto prima, ho una discreta biblioteca e continuo di tanto in tanto a comprare libri cartacei. E continuo a consigliarlo. Ovviamente mi rendo anche conto che l'ebook potrebbe rappresentare una alternativa solo per certe determinate situazioni. E penso al periodo di vacanza: se devo viaggiare e voglio farlo leggendo, la soluzione ebook è più pratica e meno ingombrante. Non oltre.
 
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Diversa è la nuova frontiera dell'audiolibro che può rappresentare un 'salvavita' per determinate fasce di lettori: bambini per incominciare a far apprezzare loro le favole; persone con delle disabilità fisiche che non consentono loro la lettura di un testo; anziani che, magari a gruppi, possono fruire di uno strumento di ausilio al trascorrere del tempo, alternativo alla Tv.

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