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27 Giu
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Intervista all'autore - Adriana Guberti -

Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittrice?
Vengo da Bologna, ma sono venuta ad abitare a Roma da bambina e mi sono affezionata molto a questa città, anche se Bologna è rimasta sempre nel mio cuore e nei miei ricordi.
Dopo aver finito gli studi, sono diventata professoressa di Lingue nelle Medie e poi di Italiano e Storia nelle Superiori.
Mi è sempre piaciuto moltissimo scrivere, inizialmente soprattutto poesie, dove sfogavo i miei sentimenti di rabbia, di dolore, di gioia e specialmente d'amore! Poi, un giorno, mentre ai miei alunni avevo dato un tema sull' importanza dell'amicizia, ho cominciato anch'io a scrivere di quello che era stata l'amicizia per me….
 
Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
A dire la verità, non ho un momento preciso…Di solito lo faccio quando sento che mi viene ... l'ispirazione.
Però, ad un certo punto, per il mio libro, mi ero impegnata a scrivere almeno due capitoli alla settimana, che poi leggevo a quella mia cara amica che mi aveva spinto a continuare a scrivere, dopo che le avevo letto la Prima parte del romanzo.
 
Il suo autore contemporaneo preferito?
Me ne piacciono troppi per poterne scegliere uno!
E mi piacciono tantissimi generi, ma se proprio devo dire un autore preferito posso dire che è una grandissima "giallista”, che per me ha preso il "posto" di Agatha Christie e che è (anzi, che era, perché purtroppo è morta da poco) Mary Higgins Clark.
 
Perché è nata la sua opera?
Devo dire che è quasi nata da sola ...
Come ho detto, seguendo i miei alunni a cui avevo dato un tema sull' amicizia, mentre li stavo sorvegliando, mi è venuto l'impulso di mettermi anch'io a scrivere delle amicizie e dei ricordi del passato.
 
Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Io penso che abbia influito moltissimo e che sia stato fondamentale per me il contatto quotidiano non solo coi miei figli, ma anche con i miei alunni che mi hanno permesso di vedere sempre la vita con i loro occhi spensierati…ma non superficiali!
 
Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Penso che possa essere tutte e due le cose e che siano belle tutte e due le scelte
 
Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Credo che ci sia moltissimo e forse questo lo si capisce…fin troppo!
 
C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
Siiiiiiiiiiiii'.
C'è stata una mia carissima amica (molto fedele e riservata) che mi ha spronato fin dall'inizio e che ha continuato a farlo anche dopo che varie volte avevo smesso di scrivere per dei lutti tristissimi che mi avevano colpito e mi avevano fatto pensare che ormai non ci fosse più motivo per andare avanti con il mio scritto!
Lo stesso ha fatto uno dei miei figli che aveva cominciato a leggerlo. Poi c'è stato anche un caro amico di un altro dei miei figli, che mi ha spinto a cercare di farlo pubblicare. E c'è stata mia sorella Titti, che mi ha aiutato con somma pazienza e partecipazione a lavorare col computer, col quale sono un'emerita "imbranata"!
 
A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
All'amica carissima di cui ho parlato prima.
 
Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Non so se possa essere l'ebook. Io amo molto leggere, ma il cartaceo; però i ragazzi di oggi sono molto aperti a tutte le innovazioni tecnologiche e chissà se in questo modo la lettura potrebbe riprendere quell' importanza che aveva quando riusciva a farci immergere in posti sconosciuti, per immedesimarci in personaggi amati o odiati o, anche, da imitare.... Vorrei che anche i ragazzi di oggi sentissero che quando si legge…non si è mai più soli!
 
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Io penso che l'audio libro potrebbe interessare più dell'ebook, perché lo si potrebbe ascoltare mentre si fa un lungo viaggio oppure in compagnia e perché credo che una voce narrante saprebbe fare risaltare meglio i dialoghi, la vivacità o la drammaticità del racconto, tanto da fare quasi partecipi gli ascoltatori alle situazioni che si avvicendano nel libro.

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