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11 Apr
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Intervista all'autore - Paolo Ferrando -

Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Sono nato a Genova, ingegnere, sportivo a livello agonistico con partecipazione alle Olimpiadi di Città del Messico nel 1968, nella squadra nazionale di pallanuoto.
Attività lavorativa principalmente svolta nel campo marketing e vendite in una grande multinazionale informatica. Ho iniziato a scrivere libri da quando sono in pensione.
 
Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Normalmente nelle ore mattutine.
 
Il suo autore contemporaneo preferito?
Daphne Du Maurier per l'originalità e l'imprevedibilità della trama dei suoi libri
 
Perché è nata la sua opera?
Avendo modo e tempo di guardarmi intorno, mi piace soffermarmi ad osservare il mio prossimo, la natura, gli animali e a ironizzare sugli svariati usi, costumi, pregi e difetti della società.
 
Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Scrivendo, racconto me stesso ed il modo in cui io osservo la realtà che mi circonda. Quindi ciò che sento e prende corpo nei miei scritti è frutto del contesto sociale in cui sono nato e cresciuto. Nel '68 io ero ormai all'epilogo dei miei studi e della mia vita sportiva, i due più grandi catalizzatori del mio tempo libero, ed iniziavo il mio ingresso nel mondo del lavoro. Pertanto posso affermare di non essere stato quasi per nulla influenzato dalla rivoluzione sociale e culturale del '68.
 
Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Scrivere è senza dubbio un modo per raccontare la realtà vista e ricordata a modo mio.
 
Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Molti dei miei racconti sono autobiografici, con i quali si corre il rischio di cadere nei toni leggermente auto-celebrativi. Tuttavia lascio sempre molto spazio agli amici e a giudizi molto lusinghieri nei confronti del gentil sesso.
 
C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
Si, appunto una coetanea, scrittrice professionista, che mi ha incoraggiato a raccogliere i vari raccontini in un libro che peraltro è il terzo di questo genere.
 
A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
Alla mia coetanea, che lo ha dovuto, purtroppo per lei, leggerlo diverse volte
 
Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Ritengo che per le persone di una certa età, come il sottoscritto, la versione cartacea sia quella che dia maggior soddisfazione sia a leggerla che a conservarla in vista nelle nostre librerie. Tuttavia è innegabile che la versione ebook presenta molti vantaggi, non ultimo quello, oggi molto attuale, del risparmio delle risorse e delle materie prime: carta, acqua, energia elettrica ecc. In conseguenza anche il prezzo della versione digitale risulta più conveniente per i lettori. Quindi il futuro, già attuale, è in favore della soluzione ebook.
 
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Ovviamente la soluzione audiolibro è fondamentale per migliorare la qualità della vita degli ipo-non vedenti i quali possono risolvere il problema di continuare a godere dei piaceri della lettura in modo molto semplice. No vedo un gran valore aggiunto per i lettori normodotati.

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1 COMMENTO

  • Link al commento Franco inviato da Franco

    testo piacevolmente scorrevole con una lingua semplice e corretta sotto tutti i punti di vista, racconti apparentemente separati nei diversi capitoli lasciando l'impressione che siano molto legati, a volte sembra che il lettore sia l'autore per la percezione di aver vissuto le stesse sensazioni o anche gli stessi momenti, si completa la lettura con la convinzione che non si concluda qui e sembra che manchi ancora molto, sarà alla prossima pubblicazione

    Venerdì, 24 Maggio 2024 13:49

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