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10 Feb
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Intervista all'autore - Deborah Daví -

Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittrice?
Non si decide di diventare scrittrice. È una scelta intrinseca a un modo di essere, di approccio alla realtà.
Da piccola ho avuto sempre il mio spazio alienante della fantasia, che mi ha permesso fino ad oggi di guardare il mondo con lenti diverse. Vengo da una famiglia normale, mio padre operaio nell' edilizia, mia madre casalinga. Ho vissuto profondamente i luoghi che ho abitato dall' infanzia ad ora. Vivendo in un paesino di montagna, a trenta chilometri da Palermo non mi sento né completamente una paesana né una di città. Ho iniziato a scrivere qualcosa dalle medie, quando sentivo il peso o la leggerezza della vita, e rileggere ciò che scrivevo mi aiutava a superare ed affrontare le mie emozioni, scoprendomi e ricordandomi. Non è stato un rapporto continuo, è da dieci anni che scrivo poesie, mai pubblicate. Poi ho deciso di fare poesia in prosa, e questo mi è piaciuto! Ho una formazione umanistica, diplomata in un liceo classico di provincia. Ringrazio me stessa di avere studiato i classici, sono sempre ispirazione delle mie fantasie, e faranno sempre parte di me, del mio vissuto come crescita personale.
 
Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Di solito la mattina, ma ad esempio scrivo quando posso. Ovviamente ogni ora della giornata è importante, perché le energie creative sono diverse e altrettanto valide.
 
Il suo autore contemporaneo preferito?
Una domanda troppo difficile! Perché in realtà non ho un preferito, mi sono data a molti autori nei periodi a cui mi ci sono dedicata: Hermann Hesse contemporaneo, folle, spirituale; Italo Calvino pragmatico, riflessivo; Elsa morante ribelle, anticonformista, Andrea Camilleri forte siciliano, verace, Tomas Mann audace e meticoloso; Eugenio Montale ermetico e ricercato; Cesare Pavese colui che mi legge e mi scrive perfettamente dentro. Credo che il mio preferito sia quest'ultimo.
 
Perché è nata la sua opera?
Perché sentivo il bisogno di liberare emozioni da sentimenti non definiti o chiusi. Sentivo la necessità di farlo, perché sicuramente è un buon modo di chiarirsi dentro e andare meglio avanti.
 
Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Ha influito, metto sempre del mio quando scrivo: fantasie e realtà insieme! Per me la scrittura è uno strumento di forza, di ribellione o di dolcezza, proprio come la vita.
 
Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Entrambe. So essere di un realismo crudo, nudo anche molto irruente e allo stesso tempo alienarmi totalmente da ciò che chiamiamo reale. Sono la faccia della stessa medaglia.
 
Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Di mio ci sono sentimenti mai espressi, le mie sensazioni verso persone, luoghi ed entità, il mio personale modo di percepire il mondo e la mia ricerca della verità o di esso. Ci sono le mie esperienze personali ed emozioni rivolte ad esse, c'è il mio personale modo di scrivere che ho fatto mio e maturato nel tempo una aulicità che si schianta con il realismo della vita.
 
C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
Me stessa.
 
A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
A mio padre. Ho appena dato una copia a mia madre, lo starà leggendo.
 
Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Sì, fin quando ci saranno libri ci sarà speranza! E soprattutto chi legge e continuerà a farlo! È davvero emozionante tenere un libro tra le mani e ancora di più ciò che c'è dentro!!!!
 
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Che è bellissimo ascoltare la lettura di un libro, è anche molto rilassante! E mette anche una certa curiosità, perché l’intonazione del testo scritto è molto importante. Anche se io amando leggere amo che sia io stessa a leggermi e leggere... ovviamente è altrettanto bello che il libro venga letto e condiviso con la nuova esperienza dell’audio libro. Magari farà aggiungere nuovi prossimi lettori. In ogni caso buona lettura e buon ascolto!

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