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BookSprint Edizioni Blog

29 Dic
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Intervista all'autore - Gallico Fiorini -

Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Sono nato poco dopo il Patto Von Ribbentrop -Molotov, mio padre era, obbligato, a fare la guerra. L'ho conosciuto a 6 anni.
Me la sono scampata dai bombardamenti del 1943 grazie al fatto che vivevo in montagna coi nonni. Ovviamente ero poverissimo, perché mia mamma era l'unica persona in famiglia che portava a casa uno stipendio. I nonni erano acciaccati però il nonno, nonostante l'artrosi e il mal di schiena, andava sulla montagna, da un suo fratello, a farsi dare una fascina di legna, per poter almeno cucinare.
Terminata la guerra, mio padre è tornato ed ha ripreso a lavorare, e faticosamente abbiamo ricominciato a vivere. Qua
 
Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Quando sono incazzato pensando al passato e alle paure e alle fatiche a cui ci hanno sottoposti i balordi governanti del passato. Schifosi assassini, erano tutti atei! Poi c’era anche qualche ipocrita che si fingeva cristiano.
 
Il suo autore contemporaneo preferito?
don Giussani
 
Perché è nata la sua opera?
Per avvisare i miei nipoti di non fidarsi dei loro insegnanti di Storia e nemmeno dei loro libri.
 
Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Quando mi sono iscritto al Ginnasio i compagni di lavoro di mio padre gli hanno dato del traditore.
 
Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
La realtà, per quanto crudele, deve essere fatta conoscere ai giovani, affinché evitino gli errori del passato.
 
Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Non sono un letterato, scrivo solo per vendicarmi.
 
C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
Tutte le persone che ho conosciuto, ma di fondamentali solo i miei parenti, che hanno dovuto lottare per farmi vivere dignitosamente
 
A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
Ai nipoti quando a 60 anni sono stato affetto da un linfoma con 40 per cento di probabilità di morire.
 
Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
penso proprio di sì. A proposito, se nell'edizione cartacea radunate i Proverbi in un unico capitolo, si risparmierebbe della carta.
 
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Nel dischetto originale che vi ho consegnato all'inizio, ho inciso la prima delle poesie: la ballata di Alessio. Ma, come potete sentire, si sente troppo l’erre moscia e la pronuncia che non è delle migliori. Per cui ho desistito dal fare altre registrazioni.

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