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02 Dic
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Intervista all'autore - Stefanina del Lino -

Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Amo scrivere da sempre, la mia passione si è rafforzata quando da adolescente ho iniziato a leggere tantissimo.
Amavo i romanzi d'avventura, storia e soprattutto quando dal libro emergevano forti i messaggi esistenziali, poi le storie d'amore dove questo riusciva a vincere sul male.
Indubbiamente se il racconto non suscita emozioni diventa a mio parere una scena grigia, senza "sale", poi non aiuta nella vita.
Per me scrivere quindi, è un intreccio di quanto detto ma in particolare è riuscire a veicolare messaggi positivi, dove la ciliegina sulla torta è l'emozione e la forza che, nel mio caso, emerge da chi si affida al divino.
 
Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Tantissimo! questo è un libro molto particolare, sono rivelazioni che si intrecciano con il mio vissuto, potrei dire beh questa è la mia vita!
La maturazione di questo libro ha avuto un arco lunghissimo in tutto questo tempo mi chiedevo se veramente era giusto pubblicarlo; ho "rotto le scatole" a Dio insistentemente e Lui ha risposto.
Egli lo ha fatto alla sua maniera, inviandomi persone, situazioni e segni inequivocabili; poi gli studi in Teologia hanno fatto il resto. Solitamente quando ci sono rivelazioni da parte di Dio, l'epilogo è la loro divulgazione per il semplice fatto che il bene deve essere condiviso.
 
Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Tutto. Se ognuno di noi ha una missione (ne sono certa) nella vita, la mia era sicuramente vincere ogni mia resistenza e scrivere.
Direi che la prova della veridicità del mio racconto, consiste nel fatto che io, per prima, resistevo alla volontà di Dio.
Ma la Verità, emerge sempre, nel bene e nel male.
 
La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con sé stessa per deciderlo tra varie alternative?
È apparso subito chiaro come non potevo intitolare il libro come una situazione finita, (questo, ad esempio, succede nelle apparizioni concluse e approvate, solitamente portano il nome del luogo dove sono accadute), il percorso di comprensione che avevo affrontato io, doveva ora essere intrapreso dal lettore.
Il titolo quindi è un inizio, non una fine.
 
In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Questa è una domanda difficile!
Il mio ispiratore è lo Spirito Santo, nel campo religioso tuttavia esistono tanti bravi scrittori come S. Tommaso d'Aquino, ma spesso la Teologia si intreccia con la Filosofia, quindi per intere epoche abbiamo avuto Filosofi scrittori che si occupavano di Teologia.
Sicuramene porterei come me Socrate, Dostoevskij e altri autori pre-rivoluzione russa. Poi O. Clement, poi molti commentatori rabbini della Sacra Scrittura. Infine scrittori che non hanno avuto paura di testimoniare anche quando una parte di Chiesa non era d'accordo, ma se questo, andava contro il volere di Dio era necessario, penso a Rosmini e altri.
 
Ebook o cartaceo?
Al giorno d'oggi non possiamo non considerare gli Ebook, per me non è un problema, personalmente mi sento più a mio agio con il cartaceo.
 
Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittrice?
Ho come ho detto sopra, ho amato da sempre scrivere, per me è il mezzo principale per veicolare i contenuti ed emozioni in maniera chiara, quindi da quando ero adolescente.
 
Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
Come ho detto questo è un libro rivelazione quindi risulta un po’ fuori dalle righe, una volta vinta la mia reticenza era chiaro come fosse questa la strada da perseguire.
Tuttavia l'incontro con un frate francescano (divenne il mio direttore spirituale per tre anni) fu molto incisivo per proseguire con la stesura.
 
Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Per me come partorire e vedere il visino bellissimo di un figlio...rimando alla lettura del libro!
 
Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
Il frate francescano menzionato sopra, poi alcune personalità religiose, una molto conosciuta, a cui inviai il resoconto dei fatti, nel 2005.
Tuttavia il resoconto non aveva le parti di spiegazione che aggiunsi di seguito, quindi stiamo parlando di una aggiunta molto corposa.
 
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Penso sia una soluzione positiva, sono d'accordo nel raccontare, questo accade dalla notte dei tempi quando ancora non vi era la scrittura, senza, non avremo la nostra cultura e la Sacra Scrittura.

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