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01 Giu
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Intervista all'autore - Paolo Burgarello -

Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Mi chiamo Paolo, vengo dalla provincia di Savona in Liguria ho scritto testi di musica per anni fino a quando ho deciso di tramutare ciò in scrittura di testi e poesie,
mi sono reso conto di quanto mi piacesse scrivere dato che per anni sono stato vittima di bullismo per i miei problemi di dislessia e discalculia, grazie ad i miei amici ho avuto il coraggio di esprimermi e la scrittura mi ha aiutato tanto in questo e posso dire di essere entusiasta di essere diventato uno scrittore alla mia giovane età di 18 anni, ho molti ideali filosofici e letterari che ho intenzione di portare avanti con il tempo.
 
Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Solitamente dedico alla scrittura poche ore a settimana dato che sto ancora studiando, ma quando ho tempo libero soprattutto nel periodo di vacanza scrivo molto, lo scrivere è soprattutto influenzato dalle emozioni e sono ispirato a molte cose trovo affascinante il mondo della letteratura e i vari modi per esprimere sentimenti anche con metafore che possono dare insegnamenti di vita.
 
Il suo autore contemporaneo preferito?
Non leggo molto contemporaneo, ma ci sono due autori che mi hanno ispirato molto e sono: Luigi Pirandello e Eugenio Montale.
 
Perché è nata la sua opera?
La mia opera all'inizio era molto ridotta e doveva essere un album di canzoni, che descriveva momenti difficili della mia vita in un periodo in qui pensavo di aver trovato il vero amore ma mi sono reso conto che così non era, la ragazza nella raccolta poetica prende uno pseudonimo di "Ainos" e anche la parola "Painos" ha un significato simile che simboleggiava la nostra ipotetica unione.
 
Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Il contesto sociale non mi ha molto influenzato a dire la verità, quando scrivo mi estraneo dal mondo e penso solo al miglior modo per esprimermi in modo da essere compreso.
Il contesto sociale in cui ho vissuto nel periodo nel quale stavo scrivendo il libro è stato molto duro, ma questo mi ha fatto comprendere l'importanza di impegnarsi in qualsiasi situazione.
 
Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Scrivere è un modo per raccontare la realtà, nello scrivere c'è sempre quella libertà di potersi esprimere senza sentirsi giudicati e questa è una grande cosa, se lo scrivere fosse un modo per evadere dalla realtà sarebbe una finzione e nella poesia la finzione può essere usata solo come metafora a mio parere.
 
Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Nel mio libro c'è molto di me, emozioni e sentimenti che vengono dal profondo fin dall'infanzia e la cosa che ho espresso di più e con molta fatica sono stati i miei sentimenti e il mio modo di amare che difficilmente potrà cambiare.
 
C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
Per la stesura dell'opera si è rilevato fondamentale un mio caro amico al quale ho dedicato un testo e Ainos che non sa nulla del fatto che io abbia scritto un libro, l’ultima persona che mi è stata vicina è un mio caro amico che poco dopo la scrittura del libro mi ha aiutato a esprimere i miei sentimenti.
 
A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
Il romanzo lo ha letto per prima mia sorella che è rimasta contenta del mio libro e mi ha fatto i complimenti per il mio modo di scrivere, una poesia e dedicata a lei in famiglia e un’altra a mia madre.
 
Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Potrebbe essere, ma io preferisco ancora il cartaceo di leggere e meno nocivo alla vista e più sano alla mente.
 
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
L'audio libro è una buona innovazione che aiuta a comprendere la profondità della lettura ed è utile soprattutto a persone che hanno problemi di vista.

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